Come fare la scelta giusta? 3 step da seguire per non avere rimpianti

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Quante volte nella vita ci si ritrova in una situazione del genere?

A me capita così frequentemente che certe volte mi domando: ma perché non posso andare semplicemente dritto?

Capitato anche a te?

In questo post voglio condividere con te quello che ho realizzato dopo tanti incroci come questo.

Non mi fraintendere, non credo assolutamente di averne passate così tante da poter fare “scuola” a qualcuno, anche perché credo che nessuno al mondo possa veramente farlo, piuttosto voglio condividere con te le mie considerazioni al riguardo, sperando che ciò possa magari sollevarti un po il morale o darti uno spunto per scegliere destra o sinistra.

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Step 1: fermati e guarda indietro

Ok, lo so che probabilmente starai pensando che guardare indietro non è proprio la cosa più indicata da fare, ma se ci rifletti solo per un attimo, realizzerai che il tuo percorso non sta cominciando qui nel tuo presente, ma nel passato, il tuo passato.

Il percorso fatto fino adesso conta, eccome se conta!

Ogni scelta che hai fatto, gli incroci che hai già attraversato ti hanno portato al punto dove sei, non dimenticarlo.

Guardare al passato può essere noioso, a volte anche doloroso, ma è necessario per dare valore alla persona che sei adesso.

Ok, ma non fare una carrellata dal tuo primo passo fino ad oggi, a meno che vuoi sentirti come nella scena di un film quando il protagonista ricorda con flashback visivi avvenimenti passati, se ti diverte fallo! ogni cosa dovrebbe essere fatta con quel pizzico di divertimento che rende tutto più leggero.

Fatto?

Ti sei concentrato sui tuoi incroci precedenti? no?

Rifallo.

Ok, adesso probabilmente starai dando un po più peso al percorso fatto fino ad oggi, i tuoi sforzi, i tentativi, le cose riuscite e quelle andate a farsi benedire.

Sono importanti, sono chi sei, ricordalo.

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Step 2: Guardati intorno, cosa vedi?

Non così, non letteralmente!

Dove sei adesso è il risultato delle strade che hai preso quando un bivio ti si presentava davanti. Concordi con me?

Ok allora adesso le considerazioni sono due:

  • ti senti più vicino alla tua meta rispetto a prima;
  • non ti senti più vicino, il che vuol dire che ti ci sei allontanato o che la distanza è rimasta uguale.

Se ti senti più vicino complimenti, hai preso le corrette deviazioni per la tua destinazione!

Se non ti senti più vicino, allora magari hai preso qualche sentiero che ti ha fatto allungare la strada ma non preoccuparti, come si dice; tutte le strade portano a Roma.

Guardandoti intorno noterai anche dell’altro, cosa?

Noterai la tua crescita, quanto sei cambiato rispetto a prima, camminare per quei sentieri magari tortuosi ed ardui cambia le persone, o per meglio dire le fa crescere.

E non è ne giusto ne sbagliato, è semplicemente così.

Fai molta attenzione a questo passaggio, sul chi sei oggi, perché è il passaggio chiave di tutta questa storia, anche se ovviamente sai chi sei, prenditi un po di tempo per riscoprirlo.

Ti consiglierò una tecnica per farlo molto efficace verso la fine del post.

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Step 3: dove vuoi andare?

Qui il discorso si fa un po più complicato, almeno per me che scrivo, cercherò di non essere troppo contorto (è un mio difetto, ci sto lavorando).

Facciamo così, dividiamo il paragrafo in diversi scenari in modo da essere più lineare possibile.

Scenario 1.

Se nel percorso fino ad oggi ti sei avvicinato a quella che era la tua meta e questa meta è ancora la tua oggi, beh vuol dire che hai fatto le scelte giuste e probabilmente le continuerai a fare continuando come stai già facendo. Complimenti!

Scenario 2.

Se nel percorso fino ad oggi non ti sei avvicinato alla tua meta e quella meta è ancora il tuo obiettivo, allora dovrai chiederti come fare a dare una sterzata, come fare ad avvicinartici.

Non cadere nel tranello delle scorciatoie, perché le scorciatoie non hanno il guardrail e hanno un manto sdrucciolevole.

Gabriele Ferrari

Concentrati sulla meta, è quello il tuo obiettivo! Pensa alla tua meta notte e giorno, beh forse non proprio notte e giorno, anche perché non ce n’è bisogno dato che il nostro cervello (per fortuna in questo caso) lavora molto in background, e la soluzione spesso spunta proprio dove non stai guardando.

Scenario 3.

Se nel percorso fino ad oggi non solo non ti sei avvicinato alla meta, ma pensi che quella non sia più la tua meta non preoccuparti assolutamente.

Il tuo percorso di crescita ti sta portando da un’altra parte rispetto a dove volevi andare tu, e col tempo, ti sei anche accorto che quella non era poi la tua vera strada, va benissimo, anzi questo denota la tua effettiva crescita personale, adesso sei più maturo per scegliere dove vuoi veramente andare.

Ed ecco che nello scenario 3 si aprono due sotto-scenari:

  • sai qual’è la tua nuova meta;
  • non lo sai ancora.

Beh se lo sai è facile, riprogramma tutto, scegli con cura i primi passi da fare e buttati. Non c’è molto altro da dire.

Se non lo sai, li il discorso è un pelo più complicato. Ne parlerò fra poco in quella tecnica di cui ti parlavo sopra.

Scenario 4.

Se non ti trovi negli scenari sopra, allora credo proprio che ti tocchi quest’ultimo qui, il 4.

In questo scenario, ti sei avvicinato alla tua meta nel percorso fatto fino a qui e probabilmente ti sarai fermato un attimo, come una pausa di riflessione perché forse ti stai rendendo conto che quello che hai cercato di raggiungere per tanto tempo, probabilmente non è più la tua giusta destinazione. Anche in questo caso, non preoccuparti.

Il fatto di aver raggiunto questa consapevolezza è già il primo passo verso la tua nuova destinazione.

Anche qui se conosci già la tua nuova meta tutt’apposto, se invece la stai ancora cercando, aspetta qualche rigo ancora per quella famosa tecnica.

La tecnica che non ha un nome, suggeritene uno nei commenti

Prima di tutto ci tengo a dirvi che questa tecnica è abbastanza difficile, non riesce a tutti ed io per primo prima di farla funzionare ci ho messo un bel po.

Ok partiamo dal principio, dalle premesse.

Dovrete essere soli. Soli soletti senza nessuno.

preparatevi qualcosa da bere e rilassatevi, aprite la mente e chiudete gli occhi, l’immaginazione è la chiave.

Adesso alla vostra Sinistra comparirà un bambino, sei tu da bambino.

Nel frattempo alla tua destra comparirà un vecchietto, sei tu da anziano.

Chiedi al te bambino quali sono i suoi sogni, le sue paure. Da grandi purtroppo sognare è sempre più difficile, ma se non ci riesci tu può farlo lui per te!

Chiedi al te anziano quali sono i suoi rimpianti, cosa avrebbe fatto diversamente, lui ha vissuto la sua vita, ha già soppesato e portato il peso dei suoi errori. Fallo parlare, sai come sono gli anziani quando gli fai una domanda, partono dalla seconda guerra mondiale! ascoltalo, ascolta quanto sei saggio.

Posso capire che sembri veramente strano, sicuramente avrete già sentito o letto da qualche parte di immaginarsi da bambino, ma non di certo da anziano. Anche perché al bambino puoi chiedere quello che vuoi e ti risponderà con cose che fondamentalmente già sai o sapevi, con il te anziano invece la cosa è un po più complicata e sottile. Quello che ti dirà sarà solo frutto della tua immaginazione, ma siccome sarai tu stesso a dar voce a quel simpatico vecchietto, sarà la tua coscienza a parlare.

Una volta finito il caffè (o quello che starai bevendo), abbracciali e prometti ad entrambi di aver fatto tesoro delle loro parole. E’ una promessa a te stesso, devi mantenerla.

Parlando di incroci, mi viene in mente un altro piccolo consiglio che mi sento di scrivere qui di seguito.

I colori del Semaforo

Il semaforo è una utilissima invenzione il cui scopo è quello di regolare il traffico ad un incrocio per evitare incidenti.

Tutti noi lo rispettiamo, o almeno dovremmo rispettarlo.

Giustissimo ma io non mi riferisco al semaforo degli incroci.

A volte capita che rimaniamo un po fermi davanti ad un bivio tentennanti, la maggior parte delle volte non è perché non si sa che direzione prendere, ma piuttosto aspettiamo per altre ragioni, e queste ragioni possono essere molto diverse fra loro, a volte non si ha il coraggio di fare il primo passo, a volte ci facciamo condizionare da altre persone che ci frenano, o ancora più probabile siamo frenati dai nostri dubbi e insicurezze.

La realtà è che qualunque sia il motivo, NON HAI NESSUNA VALIDA RAGIONE PER NON ANDARE AVANTI.

Se non ci credi ripetitelo,

NON HAI NESSUNA VALIDA RAGIONE PER NON ANDARE AVANTI.

Ripetitelo fino alla nausea, NON HAI NESSUNA VALIDA RAGIONE PER NON ANDARE AVANTI.

Prendi una mazza e distruggi quel semaforo, perché quel semaforo è truccato, ha sempre il rosso.

Io ho fatto molte scelte nella mia vita, molte delle quali si sono rivelate sbagliate, mi sono sia avvicinato che allontanato dalla mia meta, poi l’ho cambiata e ancora cammino.

Non ho rimpianti perché ho sempre preso le decisioni che mi sembravano giuste, anche se poi si rivelavano sbagliate mi hanno comunque insegnato che l’unico sbaglio è aspettare il verde.

Non aspettare il verde.

PS. durante la scrittura di questo post non è stato maltrattato nessuno semaforo, ci tengo a chiarirlo.

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