Come sta cambiando il mondo del lavoro e perché ora più che mai è importante capire in che direzione soffia il vento

Sta cambiando tutto.

Si, tutti sappiamo che giorno dopo giorno, anzi anno dopo anno le cose sono oramai diverse da come erano per esempio già solo 20 anni fa’ all’inizio del millennio, anche se internet era già una realtà, non lo erano per esempio gli smartphone e sapete, gli smartphone hanno cambiato tutto.

Ci siamo sempre adattati ai cambiamenti, è il nostro spirito di sopravvivenza! Subiamo un po’ ma alla fine capiamo ciò che dobbiamo fare e ci adeguiamo al progresso. Si chiama evoluzione della specie e noi lo sappiamo benissimo.

Cosa ci sfugge quindi?

Questo è il primo articolo della rubrica mondolavoro360°, in uscita ogni lunedì sulla nostra piattaforma greenstuff.blog clicca mi piace sulla nostra pagina facebook e instagram

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In questi tempi incerti e turbolenti, è sempre più difficile capire da dove soffia realmente il vento perché lo sentiamo contemporaneamente da più direzioni differenti e noi, immersi nella quotidiana corsa verso i nostri obiettivi, molto spesso non siamo abbastanza lucidi e lungimiranti per coglierne la reale direzione.

Non Fraintendetemi, siamo tutti immersi profondamente nella nostra vita e con questo voglio dire che sia normalissimo che qualcosa sfugga. Sfugge a tutti qualcosa, ovviamente, me compreso.

Ovviamente ho la mia idea personale così come tutti e decidendo di occuparci di questi temi con la nostra rubrica, approfondendo insieme con la redazione di greenstuff.blog, la nostra idea iniziale è leggermente cambiata.

In questo articolo, non affronteremo nel dettaglio nessun argomento, questo articolo vuole essere più una dichiarazione d’intenti analizzando un po’ i motivi che ci hanno spinto a trattare un argomento così vasto e complicato, ma anche così importante.

Il 2020, l’anno peggiore del nuovo millennio

Il Mondo con la mascherina, un’immagine veramente triste, lo so. Ma penso sia l’emblema di questo anno molto duro per tutti.

Penso che tutti, almeno quasi tutti ad eccezion fatta per qualche tribù di indigeni isolati nella natura, abbiamo sofferto quest’anno, chi ha perso qualcuno, chi ha perso il lavoro, chi l’azienda ecc.

Nessuno ne è uscito completamente indenne.

Ma perché bisogna parlare di come cambieranno le regole del gioco proprio adesso che stiamo ancora combattendo questo virus?

Perché anche se la vita si è fermata purtroppo per qualcuno, noi siamo ancora qui e dobbiamo continuare ad andare avanti.

Non ha molto senso parlare di come prepararsi a nuove regole quando queste sono già realtà, quindi è meglio approfondire prima.

La prima tendenza che salta all’occhio è che in termini macroeconomici, le piccole e medie imprese stanno soffrendo molto, questo perché di solito non hanno una riserva di cash sufficiente a contrastare periodi così, periodi che riscontrano una considerevole diminuzione della domanda.

In più d’altra parte e soprattutto nel settore terziario è sempre più difficile contrastare competitor stranieri, in genere aziende molto più grandi, che grazie alla loro forza economica falciano via la concorrenza come si fa con le spighe di grano.

Secondo le ultime proiezioni circa il 70% delle imprese Italiane è stato danneggiato dalla crisi dovuta all’emergenza covid, le più colpite sono le piccole imprese con meno di 5 operai, ma la crisi non ha risparmiato nessuno, infatti anche grandi colossi stanno chiudendo punti vendita e licenziando svariate migliaia di persone.

Cosa fare?

Beh in una situazione come questa è lo Stato che Deve intervenire con politiche che ri-immettano in moto l’economia con sgravi fiscali per le aziende (per mantenerle aperte) e per lavoratori (per fare in modo che vengano riassunti) in modo da rimettere in moto un economia interna che ha raggiunto l’immobilità massima mai sperimentata dal dopoguerra.

Ma noi non vogliamo spendere il nostro tempo parlando di ciò che lo stato dovrebbe o non dovrebbe fare, in che modo ecc.

In certe situazioni il detto chi fa da se fa per tre, è la prima regola da seguire.

No, non sto dicendo di curarsi solo del proprio orticello fregandosene del vicino, no assolutamente anzi, l’aiuto al prossimo è sempre la più alta forma di civilizzazione che potremo mai esprimere perché è l’essenza di chi siamo come specie. Ma piuttosto che in situazioni come questa, elaborare un piano personale A (visti i tempi anche un piano personale B) da seguire, non è affatto un’idea malvagia.

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se sei un piccolo imprenditore, dovresti veramente considerare il fatto che

La tua nuova bottega, si chiama sito web

Qualunque imprenditore, specie se si tratta di negozio al dettaglio, cerca sempre di trovare la giusta bottega per la sua attività.

Sceglie una via trafficata, possibilmente con facilità di parcheggio per i clienti, tutto per ottimizzare la produttività e gli incassi giusto?

Ok adesso la “piazza” è internet.

E qui non centra tanto il covid (anche se ne ha accelerato il processo), ma è piuttosto una tendenza “naturale” dovuta allo sviluppo della tecnologia.

Si fanno sempre più cose col “telefono”, anche la spesa.

Ma gestire un sito web è cosa ben diversa dal gestire un negozio, ecco perché

Riprenderemo questo argomento in maniera più completa e dettagliata presto, sempre nella rubrica mondolavoro360°, nel frattempo, se sei un imprenditore e vorresti una consulenza da parte nostra, ti invitiamo a mandarci una mail cliccando qui


E se sei un dipendente?

Il momento d’imparare nuove skills è arrivato

La cosa davvero importante da capire adesso è che la competizione è aumentata.

Purtroppo molte persone sono state licenziate durante quest’anno, molte non lavoravano nemmeno prima e altre ancora hanno appena raggiunto l’età da lavoro.

Adesso faccio dei calcoli di probabilità giusto per far capire il senso, ci tengo a precisare che sono numeri messi li a caso solo per rendere l’idea.

Situazione pre-covid:

50 posti di lavoro disponibili e 200 persone in cerca di lavoro, questo vuol dire che per 150 persone rimarranno disoccupate. probabilità di essere assunti: 1 su 4.

Situazione post-covid:

20 posti di lavoro disponibili e 500 persone in cerca di lavoro, questo vuol dire che adesso ben 480 persone rimarranno disoccupate. probabilità di essere assunti: 1 su 25.

Oggi più che mai la competizione è a livelli altissimi, ecco perché imparare nuove skills diventa fondamentale per rimanere agganciati ai pochi treni che passano di questi tempi.

Le nuove skills sulle quali bisognerebbe concentrarsi sono tante ed in settori completamente diversi fra loro quindi ovviamente il background personale centra eccome, si deve solo mettere a fuoco il percorso da fare.

Ci occuperemo nei prossimi articoli della rubrica mondolavoro360° anche di varie possibili skills da implementare e dei lavori che andranno per la maggiore nei prossimi anni.

Tutta la redazione di greenstuff.blog sente questa crisi così come la state sentendo voi, noi ci auguriamo che tutti i nostri lettori e non solo possano buttarsi questo periodo, questo maledetto anno alle spalle presto.

Rendendoci quindi perfettamente conto che che questo argomento è troppo importante e troppo vasto e complesso per essere sviscerato a dovere in un solo articolo (probabilmente non basterebbe nemmeno un libro), abbiamo deciso di passare a a setaccio tutto il web per cercare, trovare e riportare a voi tutte le notizie che potrebbero essere utili in un momento in cui il cambiamento socio-economico ha cominciato ad accelerare vertiginosamente.

Noi saremo qui ogni lunedì, con mondolavoro360° per aggiungere un pezzettino di puzzle al quadro generale.

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