Il web è la nuova High Street degli acquisti

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Fino a poche decine di anni fa’, quando un imprenditore decideva di intraprendere una nuova attività B2C (acronimo inglese che sta per business to customer e cioè vendita al dettaglio), la scelta della bottega adatta rappresentava un punto chiave per il successo della nuova impresa.

Scegliere una via trafficata, possibilmente vicino a dei parcheggi o comunque facile da raggiungere sia a piedi che con le auto era quasi un obbligo per avere la giusta visibilità e per farsi cominciare a conoscere al pubblico.

Certo, non era l’unico elemento necessario per un’attività di successo, ma riuscire ad ottenere una posizione strategica era comunque un primo importantissimo passo verso quella direzione; qualità, prezzo e servizio poi facevano il resto.

Ed oggi?

Cosa sta cambiando?

La tecnologia.

Questo articolo fa parte della rubrica mondolavoro360°, in uscita ogni lunedì dal portale di greenStuff.blog, segui le nostre pagine social per non perderti il prossimo numero!

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La tecnologia ha sempre cambiato le nostre abitudini, non è certo una novità che sin dall’invenzione della ruota, abbiamo imparato a sfruttare il nostro ingegno per migliorarci costantemente.

Si ok sono partito lontanissimo con la ruota, ma anche quella all’epoca era alta tecnologia!

Dire che oggi la tecnologia ha trasformato le nostre vite talmente tanto che non riusciremmo ad immaginarci una vita senza di essa, sembra (forse non solo sembra) una frase scontatissima.

Il punto è che negli ultimi dieci anni il progresso tecnologico ha fatto passi da gigante e sarà sempre più veloce, perché il progresso tecnologico segue una crescita esponenziale.

Dire crescita esponenziale, a volte e soprattutto in questo caso non rende veramente l’idea di come funzioni, facciamo un esempio.

Allora, partiamo col dire che per quanto riguarda la tecnologia ci si basa su un modello semestrale, in cui ogni sei mesi si verifica una crescita appunto esponenziale.

Punto di partenza, valore tecnologico = 1, dopo sei mesi, il valore è doppio = 2, dopo un anno dalla partenza arriviamo a = 4.

(il valore in aggiunta di sei mesi in sei mesi non è mai lo stesso, ma il doppio dell’ultimo valore)

Dopo altri 6 mesi il valore raggiunge quota = 8, dopo due anni dall’inizio arriviamo a = 16

I numeri sembrano sempre piccoli ma man mano che il tempo passa…

Dopo tre anni = 64 ; dopo 4 anni = 256 ; dopo 5 = 1024.

E così via fino per esempio a toccare quota 10 anni, il valore sarà di 1.048.576; e dopo 20 di 1.099.511.627.776

Rende un po’ meglio l’idea?

Ecco perché siamo così sommersi dal progresso, perché i numeri stanno cominciando a diventare veramente grossi.

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Tracciando la rotta, non si può non prendere in considerazione il vento

Viviamo in una società dove la libera impresa ed il consumismo camminano a braccetto lungo il viale dei sogni e del portafogli, questo connubio ha fatto si che le imprese e le persone (consumatori) si influenzino a vicenda in maniera molto profonda e differenziata.

Basta pensare che le aziende, avendo come logico lo scopo di vendere sono molto attente alle tendenze dei consumatori, cercano proprio di immedesimarsi nei panni del potenziale cliente e ne ripercorrono tutto il viaggio dalla nascita del bisogno fino alla sua soddisfazione.

D’altro canto anche le aziende influenzano i consumatori interpretando il buyer’s journey (il viaggio del cliente), non in maniera passiva ma attiva, “correggendo” leggermente la traiettoria della tendenza in una forma comoda e sostenibile per l’impresa, calcolando anche che il tempismo gioca un ruolo fondamentale per “abituarsi” alle novità sia per quanto riguarda i consumatori che l’azienda stessa, che deve riassettarsi in modo veloce ed il più possibile indolore.

Come lo sviluppo tecnologico influenza le tendenze di mercato

Parlando di sviluppo tecnologico, non ci stiamo riferendo ad internet, o alla connessione super-fast della fibra o del 5g, perché non è quello il reale motivo per cui il mercato e-commerce sta crescendo così tanto (tra poco vedremo anche quanto sta crescendo…).

Beh certo, l’e-commerce sta nel web e ovviamente senza di esso non stareste nemmeno a leggere questo pezzo, su carta? no andrebbe in contrasto con le nostre idee green…

Tornando a noi, anche la connessione veloce è ovviamente un fattore importante, chi si ricorda di 15 / 20 anni fa, sa di cosa sto parlando.

Ma anche quello non è un fattore essenziale.

Le vere motivazioni per cui l’e-commerce sta crescendo tanto in tutto il mondo e anche in Italia, sono in sostanza due, o almeno due sono le motivazioni principali:

  • Lo sviluppo del machine learning;
  • La tendenza alla semplificazione da parte dei consumatori;

Cosa vuol dire machine-learning?

Letteralmente: macchine che imparano a fare cose, è l’I.A. e cioè l’intelligenza artificiale che esiste già ma non è quella dei film.

Non stiamo parlando di macchine fisiche, voglio dire non esiste un robot che si siede alla scrivania e smanetta col pc spiando le nostre vite, piuttosto si sta parlando di algoritmi altamente sofisticati che, imparano dall’esperienza.

Si chiama intelligenza artificiale proprio per il fatto che non sono programmati per svolgere un compito specifico, anzi si, il loro compito è quello di imparare qualcosa nello specifico.

Cosa imparano? A raccogliere informazioni e ad elaborarle.

Le grandi aziende Tech stanno ormai da anni raccogliendo informazioni di qualsiasi genere su di noi, i nostri gusti, le preferenze, quando e come acquistiamo un articolo piuttosto che un altro ecc.

Noi stiamo letteralmente regalando delle informazioni alle Big-tech che poi loro rivendono a peso d’oro.

Vi è mai capitato di cercare qualcosa sul web che poi vi siete ritrovati negli ads di facebook o instagram?

Io per esempio l’altro giorno volevo raccogliere informazioni sulla chirurgia laser (vorrei togliere gli occhiali), ho fatto semplicemente una piccola ricerca su google e ogni qualvolta apro i social spuntano magicamente pubblicità sulle più svariate cliniche che applicano la chirurgia laser.

Un esempio di come l’intelligenza artificiale opera.

Non c’è nessuno che spia il tuo smartphone, almeno nessuno in carne ed ossa, a meno che non ti abbiano hackerato il telefono!

Il processo di machine learning comunque non si ferma qui, infatti molte aziende usano l’intelligenza artificiale per migliorare il buyer’s journey e per aumentare il livello del customer service on-line.

Ecco perché gli e-commerce crescono così rapidamente, grazie agli algoritmi che facilitano, catalizzano ed indirizzano tutto il processo di marketing, vendita e servizio clienti.

Ovviamente il progresso nella sicurezza delle transazioni e l’incremento delle attività di logistica (mi riferisco qui alla consegna di prodotti fisici acquistati sul web) hanno partecipato e stanno tutt’ora partecipando nell’affermazione oramai di un trend che è sotto gli occhi di tutti.

La tendenza a semplificare da parte dei consumatori

Semplificherò questa tendenza a semplificare con un esempio semplice.

Mi piacciono i giri di parole, perdonatemi.

Sei a casa, piove. Il tuo gatto comincia a miagolare e tu ti ricordi che il suo cibo sta per finire.

Prima cosa da fare:

Dai da mangiare a quel povero gattino affamato! sennò continuerà a miagolare e tu ti distrarrai dal leggere qui.

Adesso, quante volte rientri in casa dimenticandoti di comprare il cibo per il tuo animaletto peloso? Io sempre.

Poi ti ricordi di vivere nel 21° secolo quindi proprio adesso che ci stai pensando cogli la palla al balzo e lo acquisti on line, consegnano domani. O vorresti rischiare che domani tra una cosa e l’altra ti dimenticherai ancora di comprarlo?

Esempio finito.

L’e-commerce in Italia e nel mondo

Abbiamo detto che è un settore in crescita, abbiamo capito che cresce anche perché ci dimentichiamo di comprare da mangiare ai nostri amici a quattro zampe, adesso vediamo quanto sta crescendo.

Nel 2019 in tutto il mondo l’e-commerce ha generato 3000 miliardi di fatturato, di questi in Italia “soltanto” 31.9 miliardi di euro, con una crescita rispetto al 2018 del 15%

Una piccola fetta ancora ma che sta crescendo rapidamente.

I settori in cui gli Italiani acquistano di più on-line sono quello Beauty con una crescita del 27% rispetto al 2018, quello dell’ arredamento e dell’home living, con una crescita del 30% e quello food&grocery con una crescita del 42%.

Questo ovviamente per quanto riguarda i prodotti fisici, ma ovviamente anche il mondo dei servizi non è esente da un business on line in forte crescita, basti pensare all’acquisto di biglietti aerei, o alla prenotazione delle vacanze, oppure ancora all’e-learning, e cioè la possibilità di seguire corsi scolastici e professionali direttamente dal pc di casa propria, settore che è cresciuto in maniera esponenziale anche soprattutto al virus che ci ha tenuto dentro per tutta la primavera.

Un fatto degno di nota è sicuramente l’aumento della tendenza ad acquistare direttamente dallo smartphone piuttosto che aspettare di collegarsi ad un pc, il che vuol dire che l’acquisto on-line sta piano piano entrando sempre di più nella nostra routine. Un terzo degli acquisti on line infatti è stato effettuato tramite smartphone nel 2019.

La penetrazione dell’e-commerce nel 2019 supera il 7% del totale dei consumi, dato in forte crescita ma ancora molto basso rispetto a UK, Francia e Germania, dove si raggiungono penetrazioni da 2 a 4 volte maggiori.

La solita tiritera del ritardo rispetto alle altre nazioni europee, ma anche rispetto a Cina e USA non deve fuorviare però nel credere che un’azienda possa permettersi il lusso di non essere attiva on-line oltre che fisicamente per molto altro tempo.

Prima ci si butta nella rete, prima si riuscirà a posizionarsi bene e fare profitti anche online, non è troppo presto, è quasi tardi.

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