Il 2020 ha risvegliato la voglia di stare insieme,  la testimonianza di un emigrato

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Ogni giorno riserva le sue sorprese, i suoi dietro l’angolo.

Viviamo giorno dopo giorno e seppure ogni giorno è diverso, col passare del tempo inevitabilmente ne perdiamo i ricordi, a meno che non ci sia un avvenimento importante che per forza di cose ricorderemo.

Ognuno ha i suoi giorni e i suoi anni, ma ci sono degli avvenimenti che risuonano talmente tanto forte nella cassa di risonanza delle nostre coscienze, che dimenticarli è impossibile.

Il terzo millennio ha già vissuto momenti del genere, mi riferisco ad esempio all’attacco alle torri gemelle, come molti dicono ancora oggi, anche io ricordo cosa facevo in quel momento.

Avevo 12 anni e stavo in autostrada, la Catania-Messina. Avevo un appuntamento da un noto ortopedico Siciliano per un problemuccio al piede sinistro, quella voce alla radio paralizzò tutto.

Quell’anno è passato alla storia come d’altronde lo farà anche il 2020. L’anno del virus.

In questo numero della rubrica tempolibero360°, parleremo di come questa pandemia abbia in un certo senso invertito la tendenza ad isolarsi dietro uno smartphone che stava prendendo piede già da qualche anno, per riscoprire la gioia di vivere i momenti piuttosto che guardarli da uno schermo. Con la testimonianza della mia personale esperienza durante questo periodaccio. Supporta il nostro lavoro seguendo i nostri social e la nostra community! clicca per iscriverti al gruppo facebook greenstuff.blog/community

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Vivendo a Londra con la mia compagna e i miei 2 figli, questo periodo è stato anche per noi molto duro da affrontare, la quarantena in un’altra nazione è stata molto… strana, si, credo sia l’aggettivo giusto.

Si respirava un’aria pesante già da qualche giorno qui in UK, le notizie che arrivavano dall’Italia erano allarmanti, noi chiamavamo i nostri parenti giù in Sicilia per sapere se stavano bene e nel frattempo l’Italia ha messo il cartello “torno subito”.

Qui i contagiati erano molto meno e la linea governativa era più “soft” per non danneggiare un’economia che stava già affrontando un periodo così così per via della brexit. ma non durò a lungo.

Ricordo che circa due settimane dopo dall’inizio del lockdown in Italia, la quarantena iniziò anche qui.

I primi giorni, le prime settimane sembravamo chiusi dentro una bolla, noi dentro e tutto il mondo fuori. I momenti di noia erano pochi con due bambini in casa, ma dentro di noi la sensazione di isolamento cominciava a farsi sentire forte.

Non era solo la quarantena, penso che il fatto di essere in una nazione differente da quella in cui siamo nati con tutti i parenti lontani migliaia e migliaia di chilometri da noi abbia influito molto.

Quei chilometri li percepivamo tutti in quei giorni.

Molti parenti non avevano nemmeno conosciuto ancora il nostro secondogenito, nato qui a Londra e all’epoca di nemmeno un anno.

Ci sentivamo distanti, rinchiusi, isolati, soli.

Ma dovevamo tenere duro, non mostrare i nostri pensieri al grande ed ai nostri parenti in Italia è stato uno sforzo incredibile, ma ce l’abbiamo fatta. Siamo stati vicini, vicini fra noi, noi 4 e Bob, il nostro amicone a 4 zampe.

Siamo stati insieme, abbiamo giocato, studiato e cambiato pannolini, tanti pannolini.

Penso sia assolutamente normale che ti venga voglia di rivedere le persone care no?

Penso sia assolutamente normale che uno schermo non ti basta più, vuoi di più, il contatto.

Ci si lamentava fino a poco tempo fa che al giorno d’oggi non si comunica più realmente, intendo face to face, perché al contatto umano molti, soprattutto i giovani preferivano usare uno schermo.

Proviamo a chiederglielo adesso. Probabilmente la risposta sarà leggermente diversa, oppure no.

Un po’ come i bambini quando gli dici <<non fare questo!>> Loro magari non avevano nemmeno l’interesse nel farlo, ma quando una cosa diventa proibita…

La voglia di stare insieme, di ricongiungersi ad amici e parenti che non abbiamo visto per un po’ con la quarantena, stare all’aria aperta, condividere momenti, gesti, sguardi ed abbracci. Come farlo attraverso un schermo?!

Non si può.

Ed ecco quindi che a lockdown terminato la tentazione è stata troppo forte.

Un po’ per uscire di casa, un po’ per rivedere amici e parenti, abbiamo rimesso il naso fuori dalla porta.

E d’accordo, prenderemo tutte le precauzioni necessarie ma non bloccateci più!

Perché se vero che possiamo combattere la diffusione del virus con una mascherina, non possiamo sostituire un abbraccio con una videocall.

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