Come ridurre il rischio di sviluppare l’Alzheimer

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Da una recentissima ricerca pubblicata sulla rivista Neurology da parte di un team dell’Università della California è emerso come il nostro stile di vita influenzi non solo la salute fisica, ma anche quella del cervello!

I ricercatori hanno analizzato abitudini e salute di 3000 persone, seguendole per sei anni. I partecipanti sono stati valutati in base a 5 parametri corrispondenti ad abitudini sane, ovvero:

  • Praticare attività fisica da moderata a intensa per almeno 150 minuti la settimana
  • Non fumare
  • Limitare il consumo di alcolici
  • Impegnarsi in attività intellettuali per tenere attivo il cervello
  • Seguire la dieta Mind, che è una combinazione tra la dieta mediterranea e la dieta DASH ideata per tenere sotto controllo l’ipertensione.

La Mind diet è una dieta elastica, consiglia un minimo di porzioni a settimana di cibi antinfiammatori e quindi protettivi, e un numero massimo di porzioni per quelli infiammatori e quindi rischiosi.

I risultati hanno dimostrato che chi riusciva a soddisfare da due a tre criteri aveva una probabilità del 37% inferiore di sviluppare l’Alzheimer rispetto ai partecipanti che ne soddisfavano solo uno o zero. Chi invece riusciva a soddisfare quattro o cinque criteri riduceva la probabilità addirittura del 60%!

La dieta

Quella Mediterranea si è dimostrata capace di ridurre il rischio di Alzheimer e declino cognitivo. In particolare i cibi ricchi di flavonoidi, secondo un team della Boston University School of Medicine, proteggono il cervello sia agendo da antiossidanti contro i danni dei radicali liberi, che proteggendo i neuroni dalle neurotossine, contrastando la neuroinfiammazione. Stiamo parlando di cibi come i frutti di bosco, agrumi, cioccolato fondente, tè nero e tè verde, prezzemolo, sedano, cipolle, mele e prodotti della soia.

l’esercizio fisico

Un’altra ricerca molto interessante è stata pubblicata quest’anno sulla rivista Journal of Alzheimer’s Disease. Alcuni ricercatori dell’Università di Southwestern hanno reclutato 30 partecipanti sopra i 60 anni e con problemi di memoria. A 15 di loro è stato chiesto di sottoporsi a sedute di esercizio aerobico, all’altra metà è stato chiesto di eseguire solo esercizi di stretching e dopo 12 mesi, il gruppo sottoposto ad esercizio aerobico ha presentato un miglioramento della memoria del 47%

Ma la scoperta davvero interessante ci arriva dalla comparazione delle immagini cerebrali, a riposo, di inizio e fine ricerca. Le persone che hanno eseguito per un anno attività aerobica presentavano infatti un aumento del flusso sanguigno in due punti molto precisi: l’ipotalamo e la corteccia cingolata anteriore, entrambe coinvolte nell’immagazzinamento della memoria.

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E quindi fate molto esercizio fisico, mangiate molti cibi ricchi di flavonoidi e per quanto riguarda l’attività per tenere il cervello attivo, una fra le tante che potreste fare è continuare a leggere i nostri articoli!

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