Intervista a Francesca Manno, direttrice di una casa di cura, nella giornata mondiale delle case di cura e cure palliative

Annunci

In questo articolo domenicale, in occasione della giornata mondiale delle case di cura e delle cure palliative, abbiamo voluto intervistare Francesca Manno, proprietaria e direttrice di una nota casa di cura nel Catanese.

Unisciti alla nostra community di facebook, li troverai i nostri articoli freschi di giornata e tanti spunti di conversazione e riflessione tra i membri della nostra community. Cosa aspetti? clicca su greenstuff.blog/community, dì la tua e segui le nostre pagine social:

Ciao Francesca, innanzi tutto fammi dire che è un vero piacere averti ospite qui nella nostra redazione virtuale.

Ciao Irene e grazie, il piacere è tutto mio!

Gestisci una casa di cura nel Catanese, cosa ti ha spinto ad aprirne una e da quanto tempo lavori nel settore?

L’amore verso gli anziani, la predisposizione verso di loro. Ho iniziato come operatrice in una casa di cura 15 anni fa, poi ho sentito il bisogno di fare veramente la differenza e da 10 anni ho aperto la mia casa di cura. È come la mia seconda casa.

In tutto questo tempo a contatto con i tuoi ospiti cosa hai imparato da loro?

Impari ad ascoltare. Ti siedi con loro e ascolti le loro storie, i loro ricordi. Conosci persone che arrivano da altre epoche, che hanno vissuto la vita in modo diverso. E ho imparato che l’amore incondizionato, come quello tra un genitore e un figlio, può nascere anche con chi non condivide il tuo stesso sangue. È meraviglioso guardare i loro occhi e vedere tutto l’affetto che provano per te anche quando, a volte, non sanno come esprimerlo a parole.

Oggi è la giornata mondiale delle cure palliative. Hai mai seguito un paziente in fin di vita? Come hai cercato di fargli vivere al meglio gli ultimi istanti?

Ne ho seguiti tanti. Il primo è stato mio padre, che si trovava da me già da qualche mese proprio per seguirlo al meglio e non fargli mai mancare nulla. Sono rimasta con lui fino all’ultimo momento, in cui mi ha guardata e ha accennato un sorriso. Durante il corso degli anni ho visto spegnersi lentamente molte vite e posso dire che tutti desideravano fino all’ultimo calore e affetto, specie le persone che non avevano perso la lucidità e che rifiutavano il ricovero in ospedale per restare con noi e continuare a sentirsi fino all’ultimo come a casa propria.

Come hai fronteggiato il corona virus? Ci sono stati contagi nella tua casa di cura?

Nessun contagio, ho chiuso la struttura alle prime voci per paura che succedesse l’irreparabile. Ai miei anziani ho spiegato cosa stava succedendo e perché non potevano rivedere i loro cari per un po’. In compenso abbiamo fatto video chiamate frequenti con i parenti ed erano i miei stessi ospiti a dire ai figli di non preoccuparsi, perché stavano bene. Quelli meno lucidi ovviamente non si sono resi conto del tempo passato, il loro quotidiano eravamo noi e ci siamo sempre stati.

Hai parlato di contesto familiare. Cosa fai per far sentire gli anziani a casa propria?

Hanno un po’ di casa loro anche qui, le loro stanze sono piene di foto e oggetti personali. Cerchiamo di fargli vivere il quotidiano come se fossero in un contesto familiare, con piccoli lavoretti per farli sentire utili e impegnandoli in attività ricreative giornaliere. Qui non sono ospiti, sono parte integrante di una grande famiglia!

A volte può essere difficile per le famiglie decidere di portare i propri cari in una casa di cura. Cosa puoi dire ai figli preoccupati di “andare a rinchiudere” i propri genitori?

Direi di viverla in maniera diversa. A volte i figli possono avere la sensazione di abbandonare i propri cari, togliendoli da casa propria per metterli in un luogo che non gli è familiare, col risultato che a volte gli anziani restano con una badante o addirittura da soli. Ma l’essere seguiti sempre da personale specializzato è molto importante, e l’interazione sociale è cruciale specie nelle persone con patologie come il morbo di Alzheimer. Trovo spesso pazienti con le stesse patologie chiacchierare dei tempi passati, ricordare persone e luoghi e ridere insieme, lo trovo terapeutico e questo non sarebbe accaduto se ognuno fosse rimasto a casa propria.

Ogni tanto sentiamo parlare di maltrattamenti nei confronti degli anziani, che pensi a riguardo?

Credo sia uno dei motivi per i quali molti familiari hanno remore a portare un anziano in una casa di cura. Suggerisco di essere sempre presenti e fare mille domande, curiosare in giro quando visitate la struttura, osservare gli altri ospiti della casa. Se una persona è maltrattata si capisce. Personalmente cerco di essere sempre attiva sui social, tutti i familiari ci seguono su Facebook e vedono i nostri video e le nostre foto, poi mi capita spesso di mandare direttamente ai figli le foto dei loro genitori, per renderli più partecipi del loro quotidiano. È importante essere sempre presenti e attenti a tutto ciò che succede al proprio caro, in modo da scoprire eventuali problemi o maltrattamenti.

Grazie per l’importante lavoro che svolgi ogni giorno nell’accudire questi simpatici nonni, è stato un vero piacere parlare con te Francesca!

Grazie a voi per questa intervista, quello che facciamo è un lavoro che passa in sordina, dimenticato. I giornali parlano di noi solo quando purtroppo succede qualche fatto rilevante ai fini di cronaca, che purtroppo praticamente mai si rivela positivo.

Grazie a te quindi che ci hai parlato della tua bella realtà.

Il Giardino di Gaia, la casa di cura fondata da Francesca Manno si trova a Pedara, in una villa immersa nel verde delle pendici dell’Etna.

Se volete contattare Francesca e/o Il giardino di Gaia potete farlo cliccando qui, verrete reindirizzati automaticamente alla loro pagina facebook.

Annunci
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...