Trump da il via al disboscamento dell’Alaska

Mentre l’opinione pubblica mondiale comincia pian piano a capire che stiamo vivendo un’epoca in bilico tra la sopravvivenza e la completa devastazione del nostro pianeta, mentre qualche governo comincia a dichiarare (dichiarare) l’intenzione di abbassare le emissioni di CO2 del 50 o 60% entro il 2050, che è un piccolo passo, ma un passo è pur sempre un passo, la nazione più potente del mondo continua a dare esempi negativi, distruggendo una parte del loro stesso patrimonio naturale in Alaska.

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I governatori dell’Alaska insieme ad alcuni esponenti del congresso, negli ultimi periodi hanno accelerato la pressione* per ottenere il via libera al disboscamento della Tongass National Forest, patrimonio naturalistico dell’Alaska, ma oserei dire anche del mondo.

*Avranno accelerato la pressione proprio prima delle elezioni per mettersi al sicuro da un possibile cambio al vertice del paese? La domanda sorge spontanea.

La foresta dal 2001 era stata protetta da un legge varata durante la presidenza Clinton, che ne vietava qualsiasi modifica umana nella foresta. Nel 2019, come anche il NY Times ha riportato, il corpo del sevizio forestale (dopo forti pressioni) avevano aperto alla possibilità di modificare la legge in sei punti, lasciando comunque un buon 80% di foresta al suo posto.

Ma il Dipartimento dell’agricoltura lo scorso 24 settembre ha dichiarato che la loro opzione preferita sarebbe quella di far revocare completamente la legge del 2001, aprendo alla possibilità di disboscare il 50% della foresta (3.6 milioni di ettari su 6.9).

Il giorno seguente (25 sett.) il servizio forestale in una nota ha dichiarato che dopo un attento esame, la scomparsa di metà foresta non avrebbe un impatto rilevante per l’ambiente.

Il motivo? Business, sempre quello.

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Inutile dire che la puzza di marcio sotto si sente, eccome.

Vero è che negli US in materia di cambiamento climatico c’è molta disinformazione (per la maggior parte creata ad hoc dalle grandi industrie e multinazionali che appunto inquinano) che parte anche dal presidente Trump.

Tra poco ci saranno le elezioni e a fronteggiare Trump (appoggiato dal partito repubblicano), c’è Joe Biden dei democratici e tra i partiti minori spicca anche Howie Hawkins del partito dei verdi.

Proprio ieri siamo usciti con un articolo dove non abbiamo particolarmente appoggiato la decisione di Greta Thunberg di schierarsi apertamente con Joe Biden, che anche se non è un negazionista incallito come Trump, non ha nemmeno praticamente nulla in programma per l’ambiente.

Se vivessi negli US molto probabilmente avrei votato per Hawkins, avrebbe vinto? Probabilmente no, ma in tutta coscienza non mi sento di votare un candidato con il quale non ho molto in comune solo per non far vincere Trump. Preferirei seguire i miei ideali e sperare che la maggior parte faccia questo ragionamento, più che altro per avere una rappresentanza maggiore in parlamento.

So che molti di voi non la pensano come me. ma sono semplicemente modi diversi di interpretare la nostra lotta per il futuro di questa terra e dei nostri figli.

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2 Replies to “Trump da il via al disboscamento dell’Alaska”

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