Permafrost, una minaccia silenziosa

Il permafrost è uno strato di terreno che, presente nelle regioni del nord, rimane sempre ghiacciato. O almeno fin ora.

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Il riscaldamento globale sta facendo accelerare il processo di scongelamento del permafrost in maniera molto veloce, soprattutto negli ultimi 5 anni, gli anni più caldi della storia recente.

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Lo scongelamento del permafrost è la minaccia più sottovalutata al cambiamento climatico.

Perché se fino a pochi anni fa ricercatori e scienziati concordavano sul fatto che il suo scongelamento sia un processo molto lungo e che non avrebbe inciso sul riscaldamento globale, adesso concordano invece sul fatto che fondamentalmente la loro previsione pare proprio sbagliata.

Le basse temperature hanno rallentato moltissimo la decomposizione di materiale organico presente nel permafrost, tanto è vero che negli ultimi anni in siberia sono stati ritrovati più resti di mammut rispetto al passato, ma se questo potrebbe far sorridere i paleontologi, potrebbe far piangere tutti noi.

Le quantità di carbonio e metano trattenute dal permafrost sono immense. Si calcola che il permafrost potrebbe rilasciare l’equivalente di 4 o 6 anni di carbonio, petrolio e gas inquinanti come ad esempio il metano.

La quantità di carbonio si aggira attorno alle 1600 gigatonnellate, quasi il doppio di quello che attualemente si trova nell’atmosfera.

La paura più grande è quindi che il riscaldamento globale che sta facendo riscaldare il permafrost porterà ad un’immissione di gas serra tale da far alzare ancora di più le temperature come in un circolo vizioso. Un po’ come sta accadendo per i ghiacciai del polo che sciogliendosi in acqua contribuiscono ad un ulteriore scioglimento.

Molte delle nostre ipotesi stanno venendo meno “, ha detto Róisín Commane , un chimico atmosferico alla Columbia University che tiene traccia delle emissioni di carbonio in aereo. Lei ei suoi colleghi hanno scoperto che la quantità di CO2 proveniente dal versante settentrionale dell’Alaska all’inizio dell’inverno è aumentata del 73% dal 1975 . 

Questo è davvero sorprendente“, ha detto Max Holmes , vicedirettore del Woods Hole Research Center del Massachusetts, che ha studiato il ciclo del carbonio sia in Alaska che in Cherskiy. “Ho ampiamente immaginato il disgelo del permafrost come un processo lento e costante, e forse questo è uno strano periodo di cinque anni. Ma se non lo fosse? E se le cose cambiassero molto più rapidamente?

fonte National Geographic clicca per leggere il loro articolo completo.

La necessità di convertire i processi industriali e di stroncare la nostra dipendenza dal petrolio è oggi più che mai urgente. Il cambiamento climatico è un processo già in atto e non è possibile fermarlo. Quello che si otterrebbe diventando una civiltà green sarebbe solo di rallentare questo processo, cercando di renderlo meno funesto e pericoloso per la nostra stessa sopravvivenza su questo pianeta.

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