Una nuova casa per una famiglia di Elefanti Indiani

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Vi parliamo infatti della White Oak Conservation, un centro di conservazione che si estende per 17.000 acri nel nord est della Florida, che si dedica alla cura di specie in via di estinzione o minacciate, come rinoceronti, gazzelle e ghepardi.

Salvare la fauna selvatica e gli habitat a rischio di estinzione attraverso l’allevamento sostenibile, l’istruzione e la gestione responsabile del territorio, questa è la nostra missione.”

L’associazione preserva specie rare e luoghi selvaggi in tutto il mondo, il loro approccio consiste nel proteggere e preservare la natura, gestire la fauna selvatica, collaborare con i residenti locali e i governi ed investire in imprese sostenibili.

La White Oak, quercia bianca in italiano, si occupa anche del recupero di animali maltrattati, come sta accadendo con i 30 elefanti asiatici che ha acquistato dal Ringlin Bros. and Barnum & Bailey Circus, e che nel 2021 avranno una nuova casa. L’habitat sarà di 2500 acri e permetterà loro di vivere circondati da boschi, pianure, paludi e laghetti, in totale libertà.

Il percorso per la liberazione degli elefanti è cominciato nel 2015, quando la compagnia circense Feld Entertainment ha annunciato di voler smettere di usare gli animali durante i loro spettacoli. “Li faremo tornare a uno stile di vita simile a quello in natura” ha affermato Michelle Gadd, che lavora nel centro.

Gli elefanti asiatici sono una specie in via di estinzione, la loro popolazione si è dimezzata negli ultimi 5 anni. Secondo Ed Stewart, – presidente del Performing Animal Welfare Society, che si prende cura di animali abbandonati e che hanno subito abusi – probabilmente in natura vivono ancora dai 20 ai 40 mila esemplari e il loro habitat si è notevolmente ridotto a causa della deforestazione, dell’agricoltura e dell’espansione industriale, per non parlare della caccia illegale per il commercio della loro pelle e dell’avorio. Come se non bastasse, circa un terzo degli elefanti asiatici che vivono in cattività vengono usati nell’agricoltura o come attrazione turistica, soprattutto in India, Thailandia e Myanmar, e l’addestramento sui giovani esemplari può essere a volte brutale.

Centinaia di esemplari vivono invece negli zoo, nei rifugi o nei circhi, dove la loro apparizione negli spettacoli è iniziata nel 1800, anche perché essendo più piccoli degli elefanti africani sono considerati più facili da gestire.

Ma come dire, a volte la giustizia fa il suo corso, dopo le pressioni di diversi gruppi animalisti la Feld Entertainment si è passata una mano sulla coscienza e ha deciso di non utilizzare più animali nei propri spettacoli. Nel 2016 sono stati trasferiti al Ringlin Center for Elephant Conservation e un anno dopo il circo ha chiuso i battenti. Negli anni alcuni elefanti sono stati venduti agli zoo, alcuni sono morti e altri sono nati, e l’anno prossimo saranno reinseriti in un habitat creato per le loro esigenze.

L’area includerà una varietà di vegetazione e tipi di habitat, comprese zone umide, prati e boschi. Saranno costruite 11 pozze d’acqua abbastanza profonde da permettere agli elefanti di sguazzarci dentro. Nick Newby, esperto di elefanti, è stato ingaggiato per insegnare agli animali la gerarchia di vita in branco e come essere autosufficienti. L’obiettivo è far adattare al meglio gli elefanti nel loro nuovo habitat, cosa che ci auguriamo dal più profondo del cuore.

Non c’è funzione sociale nello sfruttamento degli animali. Il circo è sofferenza.

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