WWF dichiara: Allarme biodiversità in Italia

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La biodiversità che tanto l’Italia vanta nel mondo è a rischio secondo il dossier del WWF pubblicato dopo il report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, più della metà delle specie sta lottando per la sopravvivenza.

Il cattivo stato in cui versano l’89% degli habitat protetti dall’UE è un problema che sta per sfuggire di mano.

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L’Italia vanta una biodiversità unica nel mondo, grazie alla sua posizione nel mediterraneo, al clima mediterraneo e alla conformazione stessa dello Stivale che, sviluppandosi a diverse latitudini e avendo al suo interno montagne, colline, spiagge, ecc. ha generato nel corso del tempo molti habitat differenti, pieni di vita.

Ma oggi tutto questo è a rischio.

L’Italia segue quindi questo triste trend mondiale, che ha visto nell’ultimo secolo perdere molte tessere di un puzzle complesso e dagli incastri unici, l’ecosistema.

Gli ecosistemi sono capaci di riprendersi col tempo in genere dagli stress esterni, ritornando pian piano ad un equilibrio. Ma questa volta è diverso.

Perché se normalmente un ecosistema riesce a sopperire ad un turbamento, i danni provocati dall’uomo sono troppo profondi molte volte per permettere alla natura di riprendersi.

Questo ne risulta in un turbamento degli ecosistemi che diventa permanente, se si tolgono troppi pezzi di puzzle, semplicemente quel puzzle non sarà mai più come prima.

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Le cause che stanno turbando gli ecosistemi in Italia sono tutti, TUTTI causa dell’uomo.

Prima di tutto lo sfruttamento delle terre per l’agricoltura, che in Italia è aumentato nell’ultimo secolo, ha ridotto notevolmente la superficie di questi habitat, c’è poi da considerare anche l’inquinamento, l’introduzione sia “naturale” che volontaria di specie aliene all’habitat, che per forza di cose turbano un equilibrio già precario, la crescita in numeri di impianti industriali, e lo sviluppo urbano. Ma come non dimenticare degli effetti del cambiamento climatico, che già stiamo cominciando a vedere da qualche anno e che purtroppo continueremo a vedere negli anni prossimi con eventi sempre più estremi.

il report del WWF mira a far risaltare questa emergenza tentando di farla risuonare all’interno dei palazzi governativi, sottolineando come una nazione che s’impegna alla lotta al cambiamento climatico, come sta facendo l’Italia che insieme all’UE e ai paesi membri stanno delineando un piano per emissioni zero entro il 2050, ha l’obbligo di preservare tutte le specie sia animali che vegetali che vengono minacciate, ecco perché propone pure che venga investita una parte del recovery fund in progetti seri per la salvaguardia e il ripristino dello stato ottimale degli habitat a rischio.

Questo è un po’ un periodo strano, continuano ad arrivare notizie allarmanti da ogni dove in materia di ambiente, ed al contempo, pare che le istituzioni si stiano cominciando a svegliare e progettare di rivoluzionare l’intero mondo per raggiungere il sogno, l’obiettivo di emissioni zero.

Qualcuno potrà pensare meglio tardi che mai, qualcun altro sicuramente penserà che non è ancora abbastanza.

La verità è che queste considerazioni derivano dal nostro modo di essere, dal nostro modo di vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, in realtà se ci riflettiamo entrambe le frasi hanno il loro senso e sono corrette.

L’unica cosa certa è che non si può mollare.

Io voglio che i miei figli possano andare in lungo ed in largo per il mondo meravigliandosi di quanto sia bello, è per questo che lotto, è per questo che lo facciamo tutti.

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