Costi inquinamento. 5 città italiane nella top ten dell’UE

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Ebbene si, nella top ten delle città europee in cui l’inquinamento atmosferico ha il costo pro-capite piú alto, troviamo ben 5 delle nostre città. Ce lo dice l’Alleanza Europea per la Salute Pubblica (Epha), in un rapporto che quantifica il valore monetario di fattori come morte prematura, cure mediche, giornate lavorative perse e altre spese sanitarie, causati dai tre inquinanti atmosferici più pericolosi: particolato, ozono e biossido di azoto.

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Ed ecco Milano, seconda solo a Bucarest, dove l’impatto dello smog costa oltre 2.800 euro all’anno pro capite. La regione Lombardia ha recentemente approvato una delibera che vieta la circolazione dei Diesel Euro 4 senza filtro anti particolato Fap a partire da Gennaio 2021 – anche se negli ultimi giorni le concentrazioni di polveri sottili in città erano al di sotto della soglia -.

La terza città in classifica è Padova, con 2.500 euro l’anno e una qualità dell’aria piuttosto scarsa, la situazione riguardo la presenza di polveri sottili in atmosfera è drammatica: a Febbraio 2020 aveva già superato il limite di sforamenti consentiti in un anno (che sono 35).

Al sesto posto troviamo Venezia, dove le principali fonti di inquinamento delle acque lagunari sono determinate dagli scarichi industriali di origine civile e agricola che vengono sversati direttamente in laguna o introdotti tramite la rete idrografica del bacino scolante, per non dimenticare poi l’impatto delle navi, che a Venezia inquinano come 820.000 auto.

Brescia si piazza al settimo posto: secondo l’Agenzia di Tutela della Salute sono più di 1000 le morti legate all’inquinamento qui, e più di 4000 sono i ricoveri in ospedale per malattie dell’apparato respiratorio.

Al penultimo posto, infine, troviamo Torino con un costo che si aggira sui 2.100 euro, la città magica si è rivelata essere quella con più alto tasso di smog non solo nel 2019, ma nell’ultimo decennio.

Oltre agli italiani, chi sta pagando maggiormente le conseguenze dell’inquinamento atmosferico sono gli abitanti delle città dell’est Europa.

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Vi abbiamo già detto del primo posto di Bucarest, con 3.000 euro pro capite, in cui a inizio anno i livelli di particelle di particolato – emesse da industrie e veicoli – ha superato del 1000% i limiti considerati accettabili.

Al quarto posto troviamo poi Varsavia (con 2.433 euro), dove la coltre di smog ricopre i cieli, specie durante l’estate. La Polonia detiene un triste record, pur ospitando solo il 5% della popolazione nel nostro continente, conta ben 33 delle 50 città più inquinate d’Europa.

Segue Bratislava, che conta 1500 morti all’anno a causa dell’inquinamento e Sofia, dove il 60% dell’inquinamento è prodotto dalla combustione di carburanti illegali per riscaldarsi durante l’inverno. All’ultimo posto troviamo Monaco con 1.984 euro, e più in basso nella classifica altre città italiane tra cui Parma, Verona, Bergamo, Cremona e Pavia, dove il costo si aggira intorno ai 1.800 euro pro capite.

In sostanza il problema è causato in gran parte da smog e auto. C’é qualcosa che noi cittadini possiamo fare per ridurre queste emissioni? Ma certo che si, l’importanza di una goccia nel mare è molto sottovalutata.

Si potrebbe evitare di prendere la macchina, preferendo una camminata o una passeggiata in bicicletta o prendere i mezzi pubblici (magari non proprio adesso per quanto riguarda i bus adesso, sapete, il Covid). E se proprio dobbiamo prendere la macchina possiamo condividerla, ad esempio utilizzando servizi come il car sharing, che riduce l’impatto dell’inquinamento.

Se invece si deve cambiare l’auto, meglio stare attenti a cosa scegliere e prediligere macchine elettriche o ibride, con particolare attenzione poi a come guida:

è stato accertato infatti come una quota delle emissioni dipenda dall’uso dei freni e dalla velocità, meno dannosa se più lenta e costante.

Inoltre bisognerebbe evitare di accendere i riscaldamenti se non è necessario soprattutto con le finestre aperte…

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