Nuovo studio su come cucinare il riso al meglio per eliminare l’arsenico e trattenere i nutrienti

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Sapevate che il riso accumula arsenico circa dieci volte più degli altri cereali? Questo accade perché si tratta di un elemento solubile in acqua, che trova dunque terreno fertile nei campi allagati in cui viene coltivato il riso. Inoltre, essendo un elemento che si concentra nello strato esterno della crusca che circonda l’endosperma, il riso integrale – che conserva la sua crusca perché non viene macinato o lucidato – presenta una concentrazione molto più elevata rispetto al riso bianco.

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L’arsenico è classificato come cancerogeno del gruppo 1 dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. L’esposizione ad esso colpisce tutti gli organi del corpo e potrebbe causare lesioni cutanee, cancro, diabete e malattie polmonari.

Ma non preoccupatevi, cari amici consumatori di riso, perché – a seguito di una ricerca dell’Universitá di Sheffield che ha rilevato che la metà del riso consumato nel Regno Unito supera le normative della Commissione europea per i livelli di arsenico – dalla rivista Science of the total environment ci arriva un nuovo metodo di cottura che rimuove oltre il 50% dell’arsenico dal riso integrale e il 74% nel riso bianco, senza ridurre i micronutrienti naturali.

Si tratta del “Metodo di parboiling con assorbimento” (PBA), che prevede di far bollire il riso in acqua pre-bollita per circa 5 minuti prima di scolare e cambiare l’acqua, facendolo poi cuocere a fuoco basso per assorbirla tutta. Un metodo facile che possiamo applicare tranquillamente tra le mura di casa, per gustarci al meglio i nostri risotti senza la presenza minacciosa del semimetallo… Buon appetito!

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