USA ufficialmente fuori dall’accordo di Parigi, ma Biden promette il rientro

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La settimana dopo le elezioni USA il quadro politico statunitense è più che mai torbido, con Trump che grida ai brogli elettorali e non ha ancora riconosciuto la propria sconfitta e Biden che rilascia le prime dichiarazioni da prossimo presidente eletto.

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Uno degli ultimi atti da presidente di Trump è stato quello di ufficializzare l’uscita degli USA dall’accordo di Parigi, che è il primo accordo universale e giuridicamente vincolante, che 190 paesi del mondo hanno ratificato per limitare l’innalzamento delle temperature globali a 1.5° e la neutralità rispetto al clima entro la fine del secolo.

Sicuramente non si smentisce proprio negli ultimi il presidente che seppur abbia fatto molto per l’economia interna degli States portando (prima dell’emergenza COVID ndr) la disoccupazione al 2% (che statisticamente viene indicata come occupazione piena), ha fatto una vera catastrofe in termini ambientali, riuscendo a peggiorare una situazione già abbastanza drammatica in termini di emissioni da parte della nazione più potente del mondo.

Gli Stati Uniti infatti, sono la nazione che più di tutte ha emesso monossido di Carbonio dall’inizio dell’era industriale ad ora.

Trump ha inoltre innalzato i limiti d’emissioni per le industrie, reso sciatti i provvedimenti contro chi smaltisce in maniera non congrua i rifiuti tossici delle proprie aziende ecc. contribuendo così ad un ulteriore innalzamento della curva delle emissioni.

Che sia proprio la spinta ecologista degli americani ad avergli fatto perdere le elezioni?

In ogni caso, il nuovo presidente eletto Joe Biden che già ha parlato molto di ambiente (il green new deal rappresenta una parte centrale del suo programma sia ambientale che economico, ndr), annuncia che l’America rientrerà molto presto nell’accordodi Parigi.

Il suo Green new deal è effettivamente qualcosa di molto ambizioso, punta ad un’America ad emissioni zero entro il 2050, con dei forti investimenti che prevedono la creazione di nuovi settori d’industria completamente carbon-free che secondo la sua visione porterebbero gli USA nuovamente in una posizione dominante dal punto di vista economico.

Pur essendo timidamente ottimisti sul fatto che la maggior parte degli stati stiano effettivamente cambiando rotta, annunciando emissioni zero entro il 2050 (gli USA non sono gli unici, ndr), prima di gridare alla vittoria vorremmo ancora osservare come va il mondo ancora per un po’…

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