UE: c’è ‘accordo sul clima

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Lo scorso 23 ottobre il consiglio dei ministri dell’ambiente dell’Unione Europea ha stabilito un accordo (ancora parziale e soggetto a modifiche ndr), che prevede l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050.

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Nella riunione i ministri hanno all’unanimità (tranne il ministro Bulgaro) espresso la ferma intenzione di emissioni zero entro metà secolo, lasciando però che il traguardo intermedio del 2030 venga stabilito dai leader Europei nel prossimo convegno che si terrà proprio nel mese di Novembre, dopo che la commissione Europea aveva alzato l’obiettivo dal 40% al 55%.

Se la Bulgaria si è astenuta, un plauso da parte nostra va sicuramente ai ministri di Spagna, Svezia, Lussemburgo, Danimarca e Austria che hanno chiesto più ambizione al progetto, coinvolgendo anche le nazioni Europee all’esterno dell’Unione.

L’Italia ha una strada molto lunga ancora da percorrere

Secondo Vittorio Chiesa, direttore del dipartimento Energy & strategy group del politecnico di Milano, L’Italia per raggiungere l’obiettivo del taglio del 55% di emissioni al 2030 dovrà “tagliare” oltre 94 milioni di tonnellate di CO2.

Lo ha spiegato nel rapporto sullo stato delle rinnovabili in Italia presentato alla fiera della green economy Ecomondo – Key Energy.

Dal rapporto si evince che nonostante ci sia una crescita nelle installazioni d’impianti eolici e fotovoltaici, questa non sarebbe lontanamente sufficiente a garantire il raggiungimento dell’obiettivo tra 10 anni.

Serve dunque raddoppiare la potenza installata per l’eolico e aumentare di quasi tre volte quella per il fotovoltaico.

Vittorio Chiesa, durante la presentazione del suo report.

Secondo il rapporto quindi, si rivelerà assolutamente indispensabile raddoppiare il tasso di ristrutturazione degli edifici con interventi di manutenzione profonda che faccia risparmiare in termini di consumo energetico una cifra vicina al 60%.

Il Ministro dell’ambiente Sergio Costa, oltre che sottoscrivere l’impegno con i suoi rispettivi Europei, ha anche firmato un decreto ministeriale che disciplina le varie fasi per l’ammodernamento e la riqualificazione energetica degli edifici pubblici come scuole, strutture sanitarie, uffici pubblici, impianti sportivi ecc. Il dicastero dichiara che per il progetto verranno stanziati circa 200 milioni di euro che sono rimasti “non spesi” dal fondo Kyoto scuole.

efficientare, sia dal punto di vista energetico che da quello idrico, le scuole, gli asili nido, le università, gli edifici dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e quelli adibiti a ospedali, policlinici e ai servizi socio-sanitari, così come gli impianti sportivi, significa fare un regalo all’ambiente, all’economia e all’occupazione. Con interventi come questi si incrementa la green economy, già sostenuta dall’ecobonus, e si dà un contributo anche alla grande battaglia contro i cambiamenti climatici che l’emergenza Covid non può far passare in secondo piano

Ministro Sergio Costa.
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