Il surriscaldamento globale e il ciclo del carbonio come miccia e dinamite

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A scuola abbiamo imparato il ciclo dell’acqua non quello del carbonio, quello non c’era il bisogno d’impararlo. Forse (probabile) nemmeno i nostri insegnanti ne conoscevano l’esistenza.

Oggi invece il ciclo del carbonio è al centro di diversi studi sul cambiamento climatico, perché la CO2 nell’atmosfera continua ad aumentare e il pianeta continua a scaldarsi anche se non ce ne rendiamo molto spesso conto, perché la maggior parte del riscaldamento viene assorbito dalle calotte, che infatti si stanno sciogliendo.

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Anche se lo scioglimento dei ghiacci in Antartide è causato anche da altri fattori ciclici, (vedi il nostro articolo al riguardo), il surriscaldamento globale è comunque un dei cofattori che sta catalizzando il processo rendendolo più veloce.

Ma torniamo al ciclo del carbonio che così come per l’acqua passa dall’atmosfera alla terra attraverso la fotosintesi delle piante che poi una volta terminato il loro ciclo vitale si decompongono ritornando i propri elementi alla terra (carbonio su tutti). Il carbonio dopo essere stato assorbito dalla terra viene rilasciato nuovamente nell’atmosfera sotto forma di CO2 e il ciclo ricomincia. Ovviamente il tutto non avviene alla stessa velocità del ciclo dell’acqua, ma molto molto più lento… fino ad ora.

Questo ciclo, che abbiamo spiegato in maniera forse fin troppo semplicistica, ma rende l’idea uguale, viene chiamato turnover del Carbonio.

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Il nuovo studio di ricerca internazionale, condotto dall’Università di Exeter, prende in esame proprio il turnover del Carbonio, per studiarne i cambiamenti ed elaborare delle proiezioni future sul ruolo di questo fenomeno nell’ambito del surriscaldamento globale.

Il fatto che le terre emerse contengano dalle 2 alle 3 volte più carbonio presente nell’atmosfera, rappresenta un dato molto importante di partenza, la domanda è: l’aumento delle temperature può velocizzare il processo del turnover riducendo così la permanenza del carbonio nel suolo?

La risposta è sicuramente si, ma non si era ancora capita bene la portata di questa accelerazione.

La stima che lo studio rivela è abbastanza sconvolgente.

Con un riscaldamento di 2°C (rispetto ai livelli pre-industriali) rilascerebbe circa 230 miliardi di tonnellate di Carbonio nell’atmofera. Praticamente il quadruplo delle emissioni totali della Cina e più del doppio delle emissioni degli Stati Uniti degli ultimi 100 anni.

“Il nostro studio esclude le proiezioni più estreme, ma nondimeno suggerisce sostanziali perdite di carbonio nel suolo dovute al cambiamento climatico a soli 2 ° C di riscaldamento, e questo non include nemmeno le perdite di carbonio permafrost più profondo”

Dr. Sarah Chadburn , dell’Università di Exeter.

il fenomeno che il riscaldamento (che è un effetto dell’inquinamento) accelera il turnover del carbonio, che accelera ulteriormente il riscaldamento globale, viene chiamato feedback positivo, e cioè in questo caso l’innescamento di un circolo vizioso estremamente pericoloso.

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Molti climatologi ed esperti del cambiamento climatico ritengono che la variazione del turnover del carbonio associato agli effetti da feedback positivo che possono innescare sia la più grande incognita in temi di previsioni future.

“Abbiamo studiato il modo in cui il carbonio del suolo è correlato alla temperatura in diversi luoghi della Terra per capire la sua sensibilità al riscaldamento globale”

Rebecca Varney, dell’Università di Exeter. (autore principale della ricerca, ndr)

I modelli precedenti sulle previsioni davano un’incertezza sui livelli di carbonio rilasciati di + o – 120 miliardi di tonnellate, questo studio riduce quest’incertezza a solo 50 miliardi.

 “Abbiamo ridotto l’incertezza in questa risposta ai cambiamenti climatici , che è vitale per calcolare un bilancio globale accurato del carbonio e raggiungere con successo gli obiettivi dell’accordo di Parigi”

 il professor Peter Cox, del Global Systems Institute di Exeter, (coautore della ricerca, ndr)

Molti studi ancora verranno effettuati, noi di greenStuff.blog saremo sempre qui per aggiornarvi in merito.

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