Unep: Mediterraneo verso danni irreversibili

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Il Mediterraneo è in grave pericolo, ad affermarlo il report annuale dell’UNEP che afferma senza troppi fronzoli: il bacino del Mediterraneo sta correndo gravi pericoli, continuando così andremo incontro a danni irreversibili.

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Il bacino del Mediterraneo si sta scaldando del 20% in più rispetto al resto del globo, le cause sono sicuramente da rivendicare alla conformazione geologica di tutto il bacino, terre emerse comprese che tendono ad essere un sistema abbastanza chiuso.

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Essendo un sistema pressochè chiuso, ha poca possibilità di rigenerarsi velocemente e questo accelera il processo di mutamento in atto.

Lo chiamiamo processo di mutamento perché in effetti è ciò che è, il mediterraneo sta mutando nel suo ecosistema e nelle sue condizioni, aiutato si dalla sua conformazione, ma giusto per rimarcare ancora una volta di chi è la vera responsabilità, in ultima analisi per colpa dell’uomo e dato che parliamo del Mediterraneo, casa nostra, il Mare Nostrum, potremmo tranquillamente dire che la colpa è anche nostra.

Dico anche perché sapete, non ci siamo solo noi che veniamo bagnati dalle acque del mar Mediterraneo.

Nell’ultimo anno nel bacino, il 15% dei decessi è avvenuto per cause ambientali, di cui più di 228mila a causa del solo inquinamento atmosferico, afferma l’UNEP nel suo report.

Questi numeri sono un indicatore della situazione che si presenta, un bacino malato non solo nelle acque, acque che ogni anno collezionano oltre 730 tonnellate di plastica che sapete, rimane li, imperturbabile, anno dopo anno 730 tonnellate su 730 tonnellate, accumulandosi e stratificandosi ovunque.

Non sconvolgiamoci troppo quindi quando la prossima estate, tra una bracciata a l’altra cercheremo di evitare la lattina di cocacola o la confezione a sei anelli delle birre…

Il Report dell’UNEP quindi, arrivato alla sua terza edizione mette a fuoco diversi fattori quali l’aumento delle disuguaglianze sociali, le oltre 1000 specie esotiche presenti nell’ecosistema che minacciano le specie autoctone, il cambiamento climatico e la generale pressione che questo ecosistema sta vivendo, nel grido d’allarme rivolto ai governi perché facciano qualcosa.

Il documento deve essere una “sveglia per i leader politici” dei paesi che affacciano sul Mare Nostrum, i progressi ci sono stati, ma i risultati non sono stati sufficienti

Gaetano Leone, il coordinatore del Mediterranean Action plan dell’Unep

 Unep raccomanda una serie di azioni per invertire la tendenza, come lo stop ai sussidi alle energie non rinnovabili e all’estrazione delle acque, con più potere agli amministratori locali per applicare protocolli internazionali.

Per l’UNEP quindi, la strada può essere percorsa ancora, nulla è perduto ma bisogna fare in fretta. Poi, così come tutte le persone che si interessano all’ecologia del resto, chiedono a gran voce lo stop dei finanziamenti e sussidi alle energie non rinnovabili, con conseguente potenziamento di quelle ad impatto zero e più potere agli amministratori locali per renderli in grado di far applicare i protocolli internazionali, troppo spesso ignorati.

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