Contadino Francese vince la sua causa contro la Monsanto

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Il contadino Francese Paul Francois come Davide ha vinto la sua battaglia contro il suo Golia, la Monsanto.

La Monsanto, azienda fondata negli USA nel 1901 è diventata famosa nella seconda metà del secolo scorso per essere stata una tra le prime aziende a lavorare alla modifica di geni di piante, attirando a se notevoli polemiche al riguardo, sia per la sicurezza nel consumo di alimenti OGM (che oltre a non essere sicuri al 100% soprattutto per eventuali danni a lungo termine, minacciano in maniera inequivocabile la biodiversità), sia per la sua attività di lobbysmo che ha perpetrato nel corso dei decenni continuando fino ad oggi praticamente in tutti i continenti. Molte polemiche e cause milionarie sono state intentate anche per i danni provocati dai suoi numerosi articoli brevettati come pesticidi e diserbanti a base di Glifosato.

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Paul Francois è un agricoltore di cereali della Francia sud-occidentale che nel 2004, utilizzando il diserbante al Glifosato della Monsanto, (oggi di proprietà della Bayer,ndr) si è intossicato riportando gravi danni neurologici.

Così il signor Francois ha citato in giudizio (per la somma di 1.18 milioni di Euro) la Monsanto per non aver comunicato in maniera esaustiva e preventiva ai suoi clienti dei possibili pericoli derivati dall’utilizzo di questo prodotto.

L’erbicida in effetti è molto conosciuto per a sua tossicità, infatti già nel 1985 il Canada per primo bandì il prodotto dalla nazione, Belgio e Gran Bretagna seguirono poi nel 1992. In Francia venne bandito poco dopo i fatti del signor Francois, nel 2007.

Proprio nel 2007 iniziò la causa tra il signor Francois ed i gigante della biotecnologia, con il tribunale che in primo grado condannò Monsanto per non aver dato sufficienti informazioni riguardo all’utilizzo ed alla pericolosità del prodotto.

Nel frattempo (2018), la Bayer acquista la Monsanto.

Nel 2019 il tribunale in secondo giudizio confermò la sentenza ai danni della multinazionale che, ricorse infine alla corte d’appello Francese (che è l’equivalente della nostra corte di cassazione) per tentare di ribaltare le precedenti sentenze, fortunatamente per il signor Francois senza riuscirci.

Adesso un nuovo procedimento giudiziario è in corso per stabilire a quanto ammonta il risarcimento che lo sfortunato agricoltore di cereali del sud della Francia dovrà ottenere.

riflettevo sul fatto che è veramente bello quando la scritta “la legge è uguale per tutti” messa in bella vista in qualunque tribunale del mondo vale qualcosa di più che una semplice scritta sul muro.

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