Scoperta la causa della più grande estinzione di massa nella storia della Terra

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In un periodo come questo, dove si cerca in tutti i modi di porre un freno al riscaldamento globale (almeno a parole, mi riferisco a governi e multinazionali, ndr) capire le esatte cause della più grande estinzione di massa della storia della nostra Terra potrebbe rivelarsi estremamente utile, perché ricordiamolo, il cambiamento climatico non avrà effetto solo su di noi esseri umani, ma impatterà tutti gli esseri viventi del pianeta. Se non riusciremo a fermarlo, la regola per tutte le specie sarà adattati o muori.

Ecco perché un team di scienziati provenienti da Italia, Germania e Canada hanno lavorato ad uno studio per capire le esatte dinamiche dell’estinzione del Permiano-Triassico avvenuta circa 252 milioni di anni fa’, quando circa il 75% delle specie terrestri ed il 95% di quelle marine si estinsero.

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In realtà le cause erano già note prima di questo studio, ma mancava ancora l’esatta sequenza di eventi che hanno scatenato l’estinzione, quale è stato il fattore scatenante? Cosa è successo dopo?

Il progetto BASE-LiNE Earth finanziato dall’UE guidato dal Prof.Dr.Anton Eisenhauer del GEOMAR Helmholtz Center for Ocean Research Kiel in collaborazione con l’Helmholtz Center Potsdam GFZ German Research Center per Geosciences, sono stati per la prima volta in grado di ricostruire in modo definitivo l’intera cascata di eventi in quel momento utilizzando tecniche analitiche all’avanguardia e modelli geochimici innovativi.

Per il loro studio, il team di BASE-LiNE Earth ha utilizzato un archivio ambientale precedentemente trascurato: i gusci dei brachiopodi fossili

“Questi sono organismi simili a vongole che esistono sulla Terra da più di 500 milioni di anni. Siamo stati in grado di utilizzare fossili di brachiopodi ben conservati dalle Alpi meridionali per le nostre analisi. Questi gusci sono stati depositati sul fondo dei mari della piattaforma poco profonda di Tethys Ocean 252 milioni di anni fa e ha registrato le condizioni ambientali poco prima e all’inizio dell’estinzione “

Dottoressa Hana Jurikova. Prima autrice dello studio.

Misurando diversi isotopi del boro nei gusci fossili, il team è riuscito a tracciare lo sviluppo dei valori di pH nell’oceano 252 milioni di anni fa. Poiché il pH dell’acqua di mare è strettamente legato alla concentrazione di CO2 nell’atmosfera, è stata possibile anche la ricostruzione di quest’ultima.

“Con questa tecnica, possiamo non solo ricostruire l’evoluzione delle concentrazioni atmosferiche di CO 2 , ma anche risalire chiaramente all’attività vulcanica. La dissoluzione degli idrati di metano, che era stata suggerita come potenziale ulteriore causa, è altamente improbabile sulla base di i nostri dati “

dott. Marcus Gutjahr di GEOMAR, coautore dello studio.

Una volta ottenuti i dati dal boro ed effettuato ulteriori indagini sugli isotopi di carbonio, il team di scienziati ha inserito i dati in un modello geochimico computerizzato creato per simulare i processi della Terra proprio in qule periodo, i risultati hanno inequivocabilmente dimostrato che la molto intensa attività dei vulcani aveva rilasciato quantità enormi di CO2 nell’atmosfera, facendo alzare le temperature ed inacidificare i mari a livelli tali da essere già di per se letali per la maggior parte delle specie.

Ma come se non bastasse, l’aumento delle temperature causato dall’enorme effetto serra della CO2 ha aumentato l’invecchiamento chimico. Nel corso di qualche millennio notevoli quantità di nutrienti si sono disciolte nelle acque iperfetilizzandole, togliendo quindi anche molto ossigeno all’atmosfera e ai mari.

Ecco quindi chi ha scatenato cosa, o meglio cosa ha scatenato cosa nel gioco cause e conseguenze di un’estinzione di massa che non era evitabile, e che comunque non è stata causata minimamente dall’uomo. Anzi se dobbiamo proprio dirla tutta, l’essere umano ne ha beneficiato inconsapevolmente, in quanto ogni estinzione di massa che la terra ha subito ha cambiato il corso evolutivo di tutte le specie, forse se non ci fosse stata questa estinzione di massa, noi non ci saremmo evoluti, impossibile saperlo.

Tornando ai giorni nostri, sembra chiaro che ancora una volta il problema è la CO2, con la differenza che prima era stata rilasciata in maniera naturale dai vulcani, oggi ci stiamo pensando noi.

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