Assistenza sanitaria in cambio di buone azioni per il clima: lo studio della Stanford University

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L’università della Stanford ha condotto uno studio davvero interessante unendo due argomenti a prima vista molto distanti e che non suggeriscono avere nulla o quasi in comune, in una sorta di circolo virtuoso che aiuta a migliorare sia la salute delle persone, sia quella delle foreste, vediamo come.

“Questo è un caso di studio su come progettare, implementare e valutare un intervento di salute planetaria che affronti la salute umana e la salute delle foreste pluviali da cui dipende la nostra salute”

Susanne Sokolow, ricercatrice senior presso la Stanford Woods Istituto per l’ambiente e coautrice dello studio.

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L’analisi, pubblicata su PNAS lo scorso 26 ottobre, rileva che la deforestazione in un parco nazionale indonesiano è diminuita del 70% nei 10 anni successivi all’apertura di una clinica sanitaria. La clinica, che accetta il baratto come pagamento e offre sconti ai villaggi sulla base di riduzioni del disboscamento a livello di comunità.

Così; semplice ed efficace.

“Questo modello innovativo ha chiare implicazioni sulla salute globale, salute e clima possono e devono essere affrontati all’unisono, in coordinamento e rispetto per le comunità locali “.

Michele Barry, coautore dello studio, decano associato senior della salute globale a Stanford e direttore del Center for Innovation in Global Health.

Proprio il rispetto per le comunità globali è senz’altro un aspetto molto importante ed interessante da commentare, visto che le popolazioni locali e quelle indigene vivono da sempre inascoltate. Non venivano (e non vengono) ascoltate quando si disboscava (e si disbosca) per costruire strade ed infrastrutture, così come non venivano (e non vengono) ascoltate quando in nome della preservazione delle foreste e degli habitat s’istituiscono zone protette senza considerare minimamente di farsi guidare da chi la foresta la conosce meglio.

Anche perché poi, alla fine, li ci abitano loro. Non ascoltarli o non includerli nei progetti di preservazione delle foreste alla fine non fa altro che escluderli dalla gestione delle loro terre e togliergli diritti.

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Le organizzazioni senza scopo di lucro Alam Sehat Lestari e Health In Harmony hanno istituito una clinica sanitaria adiacente al Parco nazionale di Gunung Palung nel Kalimantan occidentale, in Indonesia nel 2007 con il sostegno del governo locale. 

Tra il 1985 e il 2001, questa regione ha perso addirittura il 60 per cento della sua foresta a causa del disboscamento illegale. 

La clinica è stata in grado di servire migliaia di pazienti accettando una serie di pagamenti alternativi, come piantine di alberi, artigianato e manodopera, un approccio che è stato creato in collaborazione con le comunità locali. Attraverso accordi con la maggior parte dei dirigenti distrettuali della regione, la clinica ha anche fornito sconti ai villaggi che potrebbero mostrare prove di riduzioni del disboscamento illegale. 

Oltre all’assistenza sanitaria a prezzi accessibili, l’intervento ha fornito formazione in agricoltura biologica sostenibile e un programma di riacquisto di motoseghe.

I ricercatori di Stanford hanno lavorato a stretto contatto con le due organizzazioni no profit analizzando più di 10 anni di cartelle cliniche, insieme alle osservazioni satellitari della copertura forestale in quel periodo.

Quello che hanno riscontrato è stato molto interessante.

“Non sapevamo cosa aspettarci quando abbiamo iniziato a valutare gli impatti sulla salute e sulla conservazione del programma, ma siamo rimasti continuamente stupiti dal fatto che i dati suggerissero un legame così forte tra i miglioramenti nell’accesso all’assistenza sanitaria e la conservazione della foresta tropicale”

 Isabel Jones, responsabile dello studio autore principale

Nel corso di 10 anni le malattie infettive e non trasmissibili, come la malaria e la tubercolosi si sono ridotte notevolmente e allo stesso tempo, le immagini satellitari del parco nazionale hanno mostrato una riduzione del 70% della deforestazione, rispetto alla perdita di foreste nei siti di controllo, una quantità equivalente a più di 6.770 acri (27,4 chilometri quadrati) di foresta pluviale.

“I dati supportano due importanti conclusioni: la salute umana è parte integrante della conservazione della natura e viceversa, e dobbiamo ascoltare la guida delle comunità della foresta pluviale che sanno meglio come vivere in equilibrio con le loro foreste”

Monica Nirmala, direttore esecutivo della clinica dal 2014 al 2018 e attuale membro del consiglio di amministrazione di Health In Harmony.

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