WWF: il nostro stile di vita causa la deforestazione

Annunci

Dietro i nostri consumi e abitudini giornaliere si cela il sacrificio della natura. Ce lo racconta il report del Wwf “Quante foreste avete mangiato, usato e indossato oggi?“, che spiega come l’80% della deforestazione sia causato dalla necessità di fare posto alle piantagioni di soia e olio di palma, o di convertire il terreno al pascolo per la produzione di carne.

Unisciti alla community dei DIFENSORI DELLA NATURA, li troverai non solo i nostri articoli freschi di giornata, ma anche tanti spunti di conversazione e riflessione tra i membri della community. Cosa aspetti? clicca su Difensori della Natura ed entra nel gruppo a tematiche ambientali più grande d’Italia! Ah, ovviamente segui anche le nostre pagine social:

Sapevate che anche prendere un caffè, abitudine peculiare di noi italiani, incide negativamente sulla natura? Ne ha parlato nel 2003 la Wildlife Conservation Society dopo aver effettuato uno studio in Indonesia. Lì, nei pressi del parco nazionale Bukit Barisan Selatan, sono stati abbattuti molti chilometri quadrati di foresta per fare posto alle coltivazioni di caffè.

I coltivatori si sono difesi spiegando come il prezzo del caffè sia precipitato a livelli insostenibili per loro – anche a causa dell’uscita degli Stati Uniti dall’International Coffee Organization (ICO) – e che non riuscendo a sbarcare il lunario sono stati costretti ad abbattere sempre più foreste per far fronte alla richiesta sempre crescente da parte dei paesi occidentali. Purtroppo, come conseguenza di questa deforestazione selvaggia, le tigri indonesiane hanno visto il loro habitat vitale diventare sempre più piccolo e minacciato.

Negli ultimi 30 anni sono stati deforestati 420 milioni di ettari di terreni – una superficie grande quasi quanto l’Unione Europea -, gran parte dei quali in aree tropicali. Ogni anno circa 10 milioni di ettari di foresta vengono convertiti in terreni agricoli.

I consumi europei sono responsabili del 10% della deforestazione globale.

Annunci

“Dobbiamo fermare il processo di distruzione delle foreste più preziose. Il 40% della foresta pluviale amazzonica ha già raggiunto il punto di non ritorno” afferma Isabella Pratesi, direttore conservazione del Wwf Italia, e aggiunge: “La nostra responsabilità come consumatori è enorme e il percorso della certificazione dei prodotti di largo consumo, così come la riduzione di alimenti dentro i quali si nasconde la deforestazione, come carne bovina e soia per mangimi, sono l’unica strada percorribile.”

Dietro la bistecca che mettiamo nel piatto alle scarpe di pelle che indossiamo, nelle nostre abitudini ed azioni quotidiane, si cela un’aggressione alla natura che causa la distruzione della biodiversità, la perdita di specie animali e vegetali e conseguenze drammatiche per i cambiamenti climatici.

Il Wwf ha lanciato la campagna #Together4Forests per chiedere una legge europea contro la deforestazione, eccovi il link per firmare la petizione

https://www.wwf.eu/campaigns/together4forests/

noi di greenstuff l’abbiamo appena fatto, perché non c’é green senza le foreste!

Annunci

ULTIMI ARTICOLI

Pini di Roma sotto attacco incrociato, chi li minaccia?

Cosa sarebbe Roma senza i suoi Pini? Quei Pini che hanno ispirato Ottorino Respighi nella composizione della sua opera che proprio ai Pini ha dedicato, “I Pini di Roma”. Quei Pini che il pittore Aleksander Gierymski ha immortalato nel suo quadro “I Pini di villa Borghese”. Ma perché parliamo oggi dei Pini di Roma? Noi … Continua a leggere Pini di Roma sotto attacco incrociato, chi li minaccia?

Dove punta la bussola del Ministero della Transizione Ecologica?

Proprio in un articolo molto recente ho già espresso i miei pensieri e le mie perplessità sul Ministero della Transizione Ecologica, come sempre in questi casi mi auguro di avere torto, perché intraprendere la strada giusta è nettamente più importante che alimentare l’ego dicendo: ho ragione io. Continuo ad augurarmi di avere torto, continuo a … Continua a leggere Dove punta la bussola del Ministero della Transizione Ecologica?

Quando ci si gioca il jolly, ma il jolly è il ponte sullo stretto

Leggendo le ultime sul redivivo ponte, mi viene in mente la canzone di Venditti che faceva: Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano… Antonello Venditti Si perché evidentemente c’è qualcuno davvero innamorato della possibilità di fare questo ponte per collegare la Sicilia alla Calabria. Sarà l’amore per le infrastrutture, sarà l’amore … Continua a leggere Quando ci si gioca il jolly, ma il jolly è il ponte sullo stretto

Perché il Ministero della transizione Ecologica si occupa di IDROCARBURI?

Sono sincero, quando ho saputo che il nuovo governo Draghi ha sostituito il ministero dell’ambiente con quello della transizione Ecologica non ero molto contento, pensavo: perché cambiare nome ad un ministero? Sarà solo una trovata pubblicitaria! (Come se ne vedono oramai ovunque, #greenwashing ndr). Ma poi mi sono detto, deve pur esserci qualcosa di diverso! … Continua a leggere Perché il Ministero della transizione Ecologica si occupa di IDROCARBURI?

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...