Non “fissiamoci” col nucleare | deepGreen podcast 24-11-21

“Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro e che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata.”


CARLO RUBBIA, Nobel per la fisica nel 1984
clicca sul banner di spotify, segui il nostro canale e attiva la campanella per non perderti i prossimi deepGreen podcast
Annunci

Buongiorno amici e bentornati su deepGreen, il podcast il greenStuff.blog fuori ogni mattina dal lunedì al venerdì sul nostro canale spotify, seguiteci ed attivate la campanella per non perdervi i prossimi podcast.

GAB qui per voi dai microfoni di greenStuff.blog, ed oggi parliamo appunto di nucleare, ma prima di addentrarci in questo tema spinoso lasciatemi ringraziare chi si è collegato ieri sera per seguire il nostro programma settimanale SOS DIFENSORI, prodotto insieme ai nostri amici “Difensori della Natura”, il gruppo pubblico facebook per le tematiche ambientali più grande d’Italia. E’ stata una bella puntata dove abbiamo presentato la nuova associazione ambientale “La casa dei Difensori della Natura” nata proprio dal gruppo dei Difensori della natura e da quello che rappresenta, con i suoi immensi valori di comunità, sostenibilità ed inclusione. Se non avete visto la puntata vi consiglio di andarla a riprendere nel nostro canale youtube o sulla nostra pagina facebook.

Annunci

Ok, partiamo quindi con il podcast di oggi, che abbiamo intitolato “Non Fissiamoci con il Nucleare” giocando un po’ con la fissione nucleare, ma soprattutto chiarendo sin da subito la nostra opinione al riguardo. No, noi il nucleare non lo vogliamo!

Abbiamo in realtà già affrontato quest’argomento che sembrava tornato come uno spauracchio già 6/8 mesi fa’, quando qualche buontempone si è alzato una mattina con l’illuminazione delle illuminazioni.

Ma allora perché torniamo a parlarne? Beh, semplicemente perché la discussione al riguardo non si è arenata, anzi in questi giorni se ne parla proprio a Bruxelles, dove il parlamento è chiamato a decidere se considerare il nucleare una forma di energia rinnovabile e green o meno; mentre in Italia c’è chi la vorrebbe, chi la vuole evitare e chi pur di spingere per la sua approvazione arriva per fino a citare Greta Thunberg, che avrebbe, a quanto dicono, aperto al nucleare.

Partiamo da Greta quindi con il nostro ragionamento per poi arrivare al nocciolo della questione.

Annunci

Innanzi tutto, chi è Greta per noi? Molti direbbero una ragazzina, altrettanti direbbero un leader da seguire a spada tratta per risolvere la crisi climatica. Noi non diciamo nulla di tutto questo.

Per noi Greta è una ragazza profondamente sensibile ed empatica, che ha sofferto molto di quella che è stata riconosciuta come “ansia climatica”, un particolare stato d’ansia riconducibile alla consapevolezza di essere come individuo impotente nel combattere la crisi climatica, e che ha trovato un modo molto nobile per combattere la sua ansia: mobilitare le masse con la sua passione e la sua innocenza. Greta non ha creato un movimento politico, ha creato un movimento di protesta giovanile e non, per mettere pressione ai governi, chi la accusa di non aver portato proposte dovrebbe far marcia indietro e scusarsi, perché ha semplicemente approfittato dell’ombrello mediatico che avvolge Greta per ottenere un po’ di visibilità.

Non è compito di ragazzi e ragazzini portare proposte concrete ed attuabili, è loro compito quello di giudicarle perché sono loro che rimarranno sulla terra più di noi. E con questo mando anche un’altra frecciatina a Cingolani che alla pre-cop26 ha esplicitamente chiesto ai giovani idee straordinarie per risolvere la crisi climatica, palesando ancor di più (come se ce ne fosse stato bisogno, ndr) la sua inettitudine alla guida di una transizione che manca palesemente di una visione a medio e lungo termine.

Ma perché si cita di Greta quando si parla di nucleare?

Annunci

All’inizio di questo mese di Novembre, a Bergamo durante un convegno Francesco Giavazzi (consigliere del presidente del consiglio, ndr) ha riportato alcuni pezzi dell’ultimo incontro tra Greta ed il presidente del consiglio Draghi, avvenuto proprio nei giorni della pre-cop circa un mesetto fa’ affermando che Greta alla domanda:

Anche andando alla massima velocità nella transizione ecologica, impiegheremo comunque 20 anni per renderla completa, e nel frattempo cosa usiamo, il carbone?

Abbia risposto di usare il nucleare al posto del carbone.

Potete immaginare i titoli: “Greta dice si al nucleare!” , “Tra le proteste di Greta, finalmente una proposta” ecc.

La realtà è che quest’affermazione, detta così, lasciata così, può assumere diversi significati, su cui io sinceramente non mi voglio addentrare, perché semplicemente mi mancano degli elementi e non si può costruire una tesi su una frase estrapolata dal contesto in cui si è detta, anche se a qualcuno in Italia in realtà basta anche solo un sospiro… Quindi, bypassando Greta possiamo analizzare il nucleare in quanto fonte d’energia, quello si. In modo da farci la nostra opinione, senza tener conto di quello che possono pensare Giavazzi o Greta.

Annunci

In realtà per capire bene l’argomento e farci un’idea chiara sul nucleare dobbiamo rispondere a poche e semplici domande, senza paraocchi o preconcetti dovuti magari ai disastri avvenuti a Chernobyl o Fukushima, solo la pura e semplice verità scientifica.

Le reazioni nucleari che avvengono all’interno di un reattore, rilasciano CO2?

Secondo la definizione di energia rinnovabile, il nucleare rientra tra queste?

Dove si trova l’uranio?

Cosa è il tempo di dimezzamento?

Quattro domande le cui risposte non sono opinabili, che rispondono o dovrebbero rispondere in maniera adeguata alla domanda: dovremmo costruire nuove centrali nucleari per favorire la transizione ecologica? Rispondiamo per ordine, la prima domanda era:

Annunci

Le reazioni nucleari che avvengono all’interno di un reattore rilasciano CO2?

No, nessun rilascio di CO 2 è possibile nel processo nucleare, le grandi canne fumarie che si vedono iconiche di una centrale nucleare sono solo delle torri di raffreddamento dalle quali esce vapore acqueo, evaporato a cause delle altissime temperature che devono essere sempre tenute sotto controllo. Si tratta sicuramente di una tecnologia carbon free (al momento della fissione) ed è proprio per questo motivo che alcuni spingono affinché questa tecnologia sia effettivamente la tecnologia che ci aiuti definitivamente ad uscire dalla nostra dipendenza dal fossile, ma occhio, siamo solo alla prima risposta.

Annunci

Secondo la definizione di energia rinnovabile, il nucleare rientra tra queste?

Per rispondere alla domanda dovremmo andare quindi alla ricerca di quelle caratteristiche che qualificano un tipo di energia rinnovabile da una NON rinnovabile. Tra le tante che si possono trovare nel web ho scelto questa.

Le fonti energetiche rinnovabili, a differenza delle fonti di energia non rinnovabili, sono forme di energia che rispettano le risorse provenienti dal mondo naturale. Non inquinano e non si esauriscono, dal momento che hanno la capacità di rigenerarsi a fine ciclo

Seguendo questa definizione, possiamo sicuramente capire che il nucleare NON rientra tra queste, il motivo è presto detto. Per ottenere una reazione nucleare che abbia forza sufficiente per un rilascio di energia vantaggioso, bisogna utilizzare degli elementi come l’uranio, che diventa in questo caso un combustibile a tutti gli effetti, il quale una volta utilizzato per tutto il suo ciclo produttivo viene stoccato e conservato al sicuro, perché radioattivo. Dov’è qui la rigenerazione a fine ciclo? Non è che l’uranio ritorna al suo stato iniziale e si può ribruciarlo? No. Bisogna estrarne di nuovo dalle rocce, e sapete questo processo non è tanto carbon free, nemmeno molto sicuro dato che l’uranio è radioattivo anche nel suo stato naturale, solo che dentro una montagna non ci si fa’ poi tanto caso…

Annunci

Dove si trova l’uranio?

Anche se ho già in parte risposto a questo accorpandolo nella risposta precedente, si può aggiungere in realtà ancora qualcosina, e cioè che anche se l’uranio in realtà si trova in molte parti del mondo e ci sono miniere attive in almeno 20 paesi ( secondo la World nuclear association ) con Kazakistan, Canada e Australia che da sole estraggono il 65% del fabbisogno mondiale, in realtà le aziende che gestiscono questi giacimenti sono solo una decina di multinazionali, pensate che affari farebbero queste multinazionali se si riconoscesse il nucleare come fonte d’energia rinnovabile…

Annunci

Cos’è il tempo di dimezzamento?

Questa domanda in realtà non c’entra molto con il discorso sostenibilità, ma appunto per questo rende l’idea di come il nucleare con le rinnovabili non c’azzecca proprio per niente.

Studiando la radioattività, i ricercatori si sono accorti che molti elementi posseggono un loro livello di radioattività, e che questo col tempo decade seguendo dei tempi di dimezzamento, faccio un’esempio.

Prendiamo il Trizio, che non è altro che una variante più “pesante” dell’Idrogeno, in quanto l’idrogeno è formato da un protone ed un elettrone che gli gira intorno, mentre invece il trizio oltre al protone ed all’elettrone possiede anche due neutroni nel suo nucleo, il che lo rendono un elemento radioattivo con una emivita di circa 12 anni, che vuol dire?

Vuol dire che se ad esempio avessimo 1 chilogrammo di trizio, dopo 12 anni ne saranno rimasti solo 500 grammi ma fate attenzione, dopo altri 12 anni la sua quantità non sarà zero, come si potrebbe immaginare considerando quanto se n’è andato via nei primi 12, ma ne rimarrebbero 250 ovvero la metà, e dopo altri 12 anni 125 grammi e così via.

Annunci

L’energia rinnovabile viene chiamata anche energia pulita, mi chiedo cosa ci sia di pulito in tutto questo.

Bisogna quindi chiudere adesso tutte le centrali nucleari? Assolutamente no!

Esistono già e producono energia senza emissioni che al momento è la cosa più importante, ma occhio a pensare di farne di nuove. perché come abbiamo già dimostrato non è un’energia pulita né rinnovabile, ma di certo in questo momento quelle esistenti ci possono aiutare a diminuire più velocemente la dipendenza dal fossile.

Il nostro appoggio al nucleare è temporaneo e solo per le centrali già attive perché parliamoci chiaro, una volta avvenuta la tanto agognata transizione ecologica, una volta avvenuta la morte clinica del business delle fonti fossili, le prossime a chiudere dovranno essere proprio loro.

Annunci

Amici siamo arrivati alla fine anche di questa puntata che, è stata un po’ lunghetta, ma c’era bisogno secondo me di mettere bene alcuni puntini sulle i perché soprattutto ultimamente ogni volta che apro il pc vedo una qualche minchiata sul nucleare che mi fa partire l’embolo e quindi ci stava, non penso di avervi, insomma, annoiati comunque.. vabbè.

Iscrivetevi al nostro canale spotify ed accendete la campanella per ricevere notifica all’uscita del prossimo podcast, io vi saluto e vi ringrazio di aver ascoltato fino alla fine sto popò di roba…

GAB qui per voi da greenStuff è tutto, #letsspreadgreen

Per chi si fosse perso l’episodio di ieri

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...