What if… Cosa succederebbe se… | deepGreen podcast 01-12-21

“La nostra sfida più grande in questo nuovo secolo è di adottare un’idea che sembra astratta – sviluppo sostenibile.”


KOFI ANNAN
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Buongiorno amiche e amici, GAB qui per voi e benvenuti nell’episodio di oggi di deepGreen il podcast di greenStuff.blog fuori ogni mattina dal lunedì al venerdì sul nostro canale spotify, segui il canale ed attiva la campanella per non perderti il prossimo appuntamento di domani.

Prima d’iniziare col podcast vorrei ringraziare tutti voi che ci avete seguito, ma anche Valerio Piga, che ieri sera è venuto a trovarci in LIVE durante il nostro programma SOS DIFENSORI ogni martedì in diretta sui nostri canali youtube e twitch e sulla nostra pagina facebook, dove ci ha raccontato un progetto di “riqualificazione” che prevede l’abbattimento di decine e decine di alberi in salute distribuiti lungo viale Trieste che si estende per circa 1400 metri, immaginate quanti alberi ci stanno in quasi un chilometro e mezzo e avrete davanti un progetto-scempio che probabilmente non sta prendendo in considerazione che Viale Trieste con i suoi alberi “probabilmente” sono considerati monumentali e di conseguenza protetti dalla legge, dico probabilmente perché la cosa ancora non è stata definita del tutto, o meglio nel dibattito cittadino che questo progetto ha acceso, c’é chi dice che lo siano e c’é chi dice il contrario.

Noi ovviamente ci schieriamo dalla parte di tutti i cittadini Cagliaritani (che sono tantissimi) che si stanno battendo per salvare degli alberi che si sono macchiati fondamentalmente dell’imperdonabile errore di aver sollevato l’asfalto qua e la e di aver spaccato qualche tombino di tanto in tanto. Se ci fosse la cultura della manutenzione in Italia probabilmente certi abomini spacciati per progetti di riqualificazione li vedremmo forse solo nei film di fantascienza, e invece no.

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Andiamo a noi, all’argomento di oggi. Oggi vorrei solo fare delle considerazioni insieme a voi riguardo quello che sta accadendo nella politica in Germania, e di come sarebbe in Italia se si verificassero alcune condizioni simili a quelle tedesche di questi giorni.

Nelle ultime elezioni tedesche il partito dell’unione democratico-cristiana orfano dell’ex cancelliere Merkel ha subito un tonfo clamoroso verso il basso, favorendo la ribalta dei verdi e del partito dei social democratici che insieme al partito democratico libero costituiscono la nuova alleanza di governo del paese economicamente più forte dell’eurozona.

La cosa interessante da sottolineare è come queste tre diverse forze politiche di governo si siano coalizzate intorno ai contenuti, alle idee ed ai progetti da attuare proprio rivolti alla transizione ecologica, che quindi diventa una sorta di asse portante di tutta l’azione dell’esecutivo tedesco.

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Prima di arrivare alle dichiarazioni ed alle intenzioni del nuovo governo però, vorrei fare una precisazione. ricollegandomi ad una cosa che è giusto ricordare risale a prima delle elezioni che sarebbe l’intenzione e l’avvio delle procedure per chiudere progressivamente tutte le centrali nucleari, non ritenendole in linea con la transizione ecologica. Scusate scusate ho un lapsus, non ricordo se abbiamo mai parlato di nucleare… ah si, la settimana scorsa certo, adesso ricordo…

Ok andiamo al nuovo governo adesso, che ovviamente sta confermando quella politica sul nucleare e, sta aggiungendo altro, molto altro.

Sembra quasi che la Germania sia rimasta insoddisfatta dai risultati della cop26, dato che ad un paio di settimane dalla sua conclusione hanno fatto annunci molto molto, molto ambiziosi.

  • eliminare gradatamente l’utilizzo del carbone come fonte d’energia entro il 2030. Precedentemente per la Germania quest’obiettivo era fissato al 2038, stanno quindi volendo anticipare di 8 anni il che va oltre anche quello deliberato proprio nella cop26, dove si parla di una riduzione del carbonio al 2030;
  • il raggiungimento della quota del 80% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro un decennio, cioè al 2030, massimo 2031;
  • favorire la messa in circolazione di 15 milioni di veicoli elettrici entro il 2030.
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Voi direte, solo questo? Beh si, ma la Germania ha già fatto molte delle cose che noi dovremo ancora fare, a partire da un’economia circolare un po’ più evoluta, e dalla cura del verde urbano ed extraurbano che latita peggio di Messina-Denaro.

L’idea di fondo che ha spinto questi tre partiti a confluire uniti in una coalizione di governo è proprio quella della transizione, ma della transizione vista come opportunità non solo per scongiurare la crisi climatica, ma anche di poter costruirsi un ruolo importante nella cartina geografica post decarbonizzazione, per offrire più lavoro ai tedeschi con le rinnovabili rispetto che col fossile, per far respirare aria più pulita ai propri cittadini ed altro.

In poche parole, agire e proseguire nella transizione ecologica non serve solo al pianeta, serve all’economia con la creazione di migliaia e migliaia di posti in più, serve alla salute, perché un aria più pulita nelle città farà ammalare molte meno persone rispetto ad oggi, serve perché come ha detto Kofi Annan, questa è la più grande sfida di questo secolo.

Vedo tutto questo e vi dico sinceramente mi viene una mezza tentazione di trasferirmi in Germania, tanto voglio dire sono già all’estero vivendo qui a Londra, lo scoglio di dover vivere in una nazione straniera l’ho già passato da mò, Il problema sarebbe la lingua, che non m’ispira particolarmente, ma cazzate a parte.

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Vedo tutto questo e mi chiedo perché in Italia siamo così indietro.

Indietro nell’economia circolare, indietro nella riforestazione, nella creazione dei boschi urbani (si domani..) nella transizione energetica, nell’abbandono di vecchi schemi che tengono il dibattito ancorato ad ideologie che rimangono in vita il tempo della discussione per poi morire per inadattabilità nella vita reale.

“riapriamo i cantieri”, “facciamo il ponte sullo stretto”, continuiamo a scavare una galleria in mezzo all’amianto per collegarci con la Francia creando una seconda linea perché quella che c’è già gira mezza vuota, così in futuro di linee ce ne saranno 2 vuote per il 75%, no questa è mia, non sto parafrasando nessun politico perché in realtà nessun politico lo dice, allora lo dico io.

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Da Italiani ci facciamo sempre vanto di noi stessi, siamo un popolo di santi poeti e navigatori che in tempi antichi furono il centro del mondo civilizzato, ma oggi è il primo dicembre del 2021, tra poco anche quest’anno finirà, e siamo solo l’ombra di ciò che fummo in passato.

Il podcast di oggi termina qui, così, un po’ nostalgico.

Seguiteci su spotify, noi ci sentiamo domani per un nuovo episodio di deepGreen, GAB qui per voi da greenStuff è tutto, #letsspreadgreen.

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Per chi si fosse perso l’episodio di ieri

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